Le nuove linee guida

Moda: cosa cambia per i retailer con la fine dello stato di emergenza

Il 31 marzo 2022 è ufficialmente terminato lo stato di emergenza in Italia, ma cosa cambia per i retailer di abbigliamento e accessori? Federazione Moda Italia ha tracciato una sorta di vademecum, sugli aspetti a cui il settore dovrà prestare più attenzione, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, lo scorso 4 aprile, dell’Ordinanza del Ministero della Salute del primo aprile 2022 sulla “Adozione delle Linee guida per la ripresa delle attività economiche e sociali”.

Tali linee guida decorrono già dall’inizio del mese. Come riepiloga la Federazione, che aderisce a Confcommercio, valgono in primis dei principi di carattere generale, ferme restando le misure previste per ogni specifica attività.

Tra questi figura la predisposizione, da parte degli esercenti, di un’adeguata informazione sulle misure di prevenzione da rispettare, che include le indicazioni sulla capienza massima dei locali e che deve risultare comprensibile anche per gli shopper di altra nazionalità (in alto, una simulazione del nuovo cartello da esporre).

In merito alle certificazioni, in linea generale vale l’obbligo di possesso e presentazione della certificazione verde Covid-19, base o rafforzata, in tutti i contesti in cui è contemplata ai sensi della normativa statale vigente. Negli store della moda, nello specifico, non è più richiesta.

La mascherina (chirurgica o altro dispositivo atto a conferire una protezione superiore, come la FFP2) è richiesta in generale in tutti gli ambienti chiusi e, in caso di assembramento, anche all’aperto, in base alla normativa statale vigente.

Per l’igiene delle mani vanno messe a disposizione, all’ingresso e in più punti dei locali, soluzioni ad hoc e deve essere frequente l'igienizzazione di tutti gli ambienti, con particolare attenzione alle aree comuni e alle superfici maggiormente toccate.

Va anche rinforzato il ricambio d’aria naturale o attraverso impianti meccanizzati, negli ambienti chiusi (per esempio mantenendo aperte, a meno che le condizioni meteorologiche o altre situazioni di necessità non lo consentano, porte, finestre e vetrate). In base all’affollamento e al tempo di permanenza degli occupanti dovrà essere verificata l’efficacia degli impianti, al fine di garantire l’adeguatezza delle portate di aria.

Per gli impianti di condizionamento è obbligatorio escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria, a eccezione dei casi di assoluta e immodificabile impossibilità di adeguamento degli impianti, per i quali devono essere previste misure alternative di contenimento del contagio. Se tecnicamente possibile va aumentata la capacità filtrante, sostituendo i filtri esistenti con filtri di classe superiore, garantendo il mantenimento delle portate. In ogni caso, si raccomanda il potenziamento nella maggior misura possibile dell’areazione dei locali per favorire il ricambio dell’aria e la costante manutenzione dei relativi apparati.

Per il commercio al dettaglio occorreranno misure specifiche. In base a quanto segnala Federazione Moda Italia, una è prevedere regole di accesso, in base alle caratteristiche dei singoli esercizi, in modo da evitare code e assembramenti di persone e assicurare il mantenimento di almeno un metro di separazione tra i clienti, a eccezione delle persone che, in base alle disposizioni vigenti, non sono soggette al distanziamento interpersonale (questo aspetto afferisce alla responsabilità individuale).

Nel caso di acquisti con scelta in autonomia e manipolazione del prodotto da parte del cliente dovrà essere resa obbligatoria la disinfezione delle mani, prima della manipolazione della merce.

Infine, occorre favorire le modalità di pagamento elettroniche.
e.f.
stats