le previsioni di anfao sul 2020

Occhialeria italiana: per colpa del virus sfumerà quasi 1 miliardo di euro di export

Mentre il settore dell'eyewear italiano tirava le somme di un 2019 abbastanza buono (archiviato con un +3,3% di produzione, un +1,4% di aziende per un totale di 879 realtà, un +2,3% di occupati, pari a 18.082 addetti, ed esportazioni per quasi 3,9 miliardi di euro, in aumento del 3,9%), la nuvola nera della pandemia si avvicinava rapidamente, pronta a rimescolare le carte.

Un documento diffuso dall'associazione di categoria Anfao ripercorre le tappe della crisi, dalla chiusura di un anno impegnativo ma non avaro di soddisfazioni, con ottime performance all'estero a fronte della debolezza del mercato interno, ai primi segnali di incertezza del 2020.

Un anno che, al netto del Covid, si preannunciava già dalle prime battute in salita. Gli eventi in Middle East e il conflitto Usa-Iran aprivano scenari incerti, ma la doccia freddissima doveva ancora arrivare e aveva un nome, epidemia: nel primo trimestre il comparto, che esporta il 90% della propria produzione, ha visto le vendite all'estero precipitare del 17,7%, perdendo circa 200 milioni di euro rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente.

L'America è arretrata del 20,3%, l'Europa del 16,5% e l'Asia del 16,3%, con marzo come mese da dimenticare, gravato da un -43,6%.

Sempre a marzo il mercato interno ha incassato perdite nell'ordine del 30%, sia in volume che nei fatturati, ma molto peggio è andata in aprile (-80%), mentre maggio ha visto il sell out risalire, ma senza colmare un gap che è rimasto del -33% in termini di sell out.

Nonostante alle aziende che producono occhiali da vista, considerati dispositivi medici, e da sole - inseriti nella categoria della protezione individuale - sia stato concesso di continuare l'attività, i danni sono stati consistenti.

«Molte realtà hanno dovuto ricorrere alla cassa integrazione - commenta Giovanni Vitaloni, presidente di Anfao e del salone Mido - perché gli ordini dall'estero si sono improvvisamente azzerati e gli ottici italiani che hanno deciso di restare in servizio lo hanno fatto quasi esclusivamente per casi urgenti di rotture di occhiali o poco più».

Il Mido, manifestazione di riferimento per l'occhialeria internazionale, è stato posticipato al 2021. «La cancellazione degli appuntamenti fieristici - osserva Vitaloni - ha costituito una grave impasse per aziende da sempre votate al commercio con l'estero, che considerano le fiere stesse come strumenti di internazionalizzazione».

Questo senza contare le occasioni di contatto e i viaggi annullati, l'impossibilità di evadere ordini, le cancellazioni di ordini pregressi e i costi gonfiati dalla gestione dell'emergenza, legati all'impossibilità di far circolare gli agenti, all'adeguamento allo smart working per parte dei dipendenti e all'adozione di misure di sicurezza e protezione per i lavoratori. Sono stati fatti investimenti in nuove modalità di presentazione e vendita dei prodotti attraverso il canale digitale e anche questo ha gravato sui bilanci aziendali.

Le previsioni di Anfao sull'anno indicano che l'allarme resterà alto. Il primo semestre dovrebbe chiudersi con un calo del 40% dell'export (che equivale a 850 milioni di euro in meno rispetto al 2019) e si spera che negli ultimi sei mesi di un anno da dimenticare si riesca a risalire a un -7% in valore (circa 130 milioni in meno).

Complessivamente, si calcola una perdita di quasi il 25% - ossia 1 miliardo di euro - per le esportazioni dell'eyewear made in Italy nel 2020.

La produzione dovrebbe contrarsi di 15 punti percentuali. Quanto al mercato interno, già non brillante prima del coronavirus, vedrà il proprio valore scendere del 10% o più.

«Pronostici molto prudenti - conclude Vitaloni - ma i sentiment che raccogliamo dagli associati non danno spazio all'ottimismo». Il presidente di Anfao indica tra gli strumenti per far ripartire il sell out l'istituzione di un voucher per l'acquisto di occhiali da vista e campagne di sensibilizzazione presso il consumatore. Ma la sfida numero uno resta il riavvio delle esportazioni, spinta anche dal ritorno alla ribalta di Mido l'anno prossimo.

Riavvolgendo la moviola, il 2019 aveva registrato una bilancia commerciale ampiamente in attivo - con un saldo import-export di 2,5 miliardi di euro - e 19 miliardi di euro come valore delle esportazioni mondiali di montature e occhiali da sole italiani (+5%), per una quota di mercato oltre il 20% e con una leadership assoluta nell'alto di gamma.

Erano state 103 milioni le paia di occhiali vendute (+1,9%) e tra le aree geografiche più dinamiche spiccavano gli Usa con un +6,7% e una quota di mercato vicina al 27%, la Germania con un +8%, la Cina con un +2,4%, l'India con un +7,1% e soprattutto la Russia con un +19,4%.

In generale, l'Europa - che assorbe poco meno della metà delle esportazioni complessive del comparto - aveva totalizzato una crescita tendenziale del 2,2% e l'America, destinazione di circa il 33% delle nostre vendite oltreconfine, era progredita del 6,7%. Fermo, come si diceva, il mercato interno, con un valore intorno ai 2,9 miliardi e una contrazione dello 0,2% (nella foto, occhiali di Missoni, in licenza a Safilo).

a.b.
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