Le richieste di Aefi e Cfi

Momento duro per le fiere: «Servono corridoi pro-business per salvare l'internazionalità»

L’allarme arriva dall’Associazione esposizioni e fiere italiane (Aefi) e dal Comitato fiere industria (Cfi) che, per bocca del rispettivi presidenti Maurizio Danese e Massimo Goldoni chiedono all’esecutivo l’attivazione di nuovi corridoi pro-business, per evitare che agli eventi fieristici in calendario vadano sostanzailmente solo espositori e visitatori italiani.

 

«Ci appelliamo al Governo - affermano Danese e Goldoni - affinché siano approntati con urgenza nuovi corridoi verd,i per consentire anche a operatori internazionali vaccinati non Ema di partecipare alle fiere in Italia. Il rischio per la seconda industry fieristica europea è di perdere il proprio carattere internazionale, lasciando il campo libero ai competitor tedeschi, che hanno già adottato programmi di ingresso anche in favore di operatori e buyer provenienti dai Paesi terzi, con vaccini diversi da quelli riconosciuti dall’Agenzia europea del Farmaco, come rilevato dall’Auma, l’associazione di riferimento per le fiere in Germania».

 

Sono circa 70 le manifestazioni rinviate in questo inizio di anno. Il Covid ha fatto slittare anche le fiere di moda e accessorio (Micam, Mipel e TheOne) a marzo, mentre il Mido (occhialeria) si riposiziona dal 30 aprile al 2 maggio. Nuova collocazione anche per il Salone del Mobile (giugno) e la Bit (aprile). Tra i pochi eventi fieristici di stagione a confermare le sue date c'è Pitti Uomo (nella foto), che si è svolto a Firenze dall'11 al 13 gennaio.

 

Secondo i presidenti il parere favorevole, espresso la scorsa settimana dalla Camera su proposta dell’onorevole Benedetta Fiorini - che impegna a valutare protocolli specifici, per l’ingresso di operatori internazionali con vaccini non riconosciuti da Ema - va nella direzione giusta, ma occorre dare un seguito immediato agli obiettivi «perché allo stato attuale il sistema fieristico - si legge nella nota diffusa da Aefi e Cfi - sta andando in ordine sparso, alle prese con rinvii e forti difficoltà a mantenere il livello di internazionalizzazione richiesto dalle imprese. Servono regole chiare sulla falsariga di quelle tedesche, che prevedono la possibilità di accogliere gli operatori internazionali, senza quarantena e per un massimo di 5 giorni, in occasione di eventi fieristici».

 

Le attuali regole italiane richiedono, per le fiere, vaccinazioni suppletive con vaccini riconosciuti da Ema. Queste disposizioni scoraggiano chi deve venire in Italia con continue disdette di operatori, in particolare dei Paesi terzi che provengono da Asia e Russia.

an.bi.
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