Le stime di Confcommercio

Saldi invernali: un miliardo in meno a causa del Covid

L’Ufficio Studi di Confcommercio ha stimato un giro d’affari di 4 miliardi di euro per i saldi invernali del 2021, dai 5 miliardi dello scorso anno. L’acquisto medio a persona è previsto pari a circa 110 euro, mentre si ipotizzano pronte allo shopping a prezzi scontati 17,7 milioni di famiglie italiane.

Quello del 2021 è un calendario dei saldi invernali diverso da regione a regione, a causa del Covid, con Basilicata, Valle d’Aosta e Molise che sono partite il 2 gennaio, mentre l’Italia era in zona Rossa. Di fatto l’avvio è stato lunedì 4, giorno arancione, cui sono seguiti altri due giorni rossi, il 5 e il 6 gennaio.

Oggi, 7 gennaio, tocca a Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia-Giulia, Puglia e Sicilia, mentre sabato 9 è la volta dell'Umbria. Nel Lazio si comincia il 12, nelle Marche il 16 e a fine mese sarà la volta di Liguria, Toscana, Emilia Romagna e Veneto.

«Il Decreto di Natale - commenta Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio - ha generato incertezze anche sui saldi, con un rischio evidente di arricchire ulteriormente i colossi del web, quando non coincidenti con la riapertura dei punti vendita fisici».

«Il 2021 è comunque iniziato con un gennaio di saldi del buon auspicio - prosegue - perché rappresentano un volano d'affari importante per l'economia em, soprattutto, un'opportunità per i consumatori, che possono acquistare a prezzi ribassati. Ai negozi servono per incassare la liquidità necessaria per pagare tasse, dipendenti, fornitori, affitti, costi fissi e utenze, ma anche per far fronte agli investimenti necessari agli ordinativi delle nuove collezioni. Non rappresentano un momento di sviluppo, in quanto erodono una marginalità divenuta sempre più di sopravvivenza».

Tuttavia, è importante che l’Italia non si fermi ancora: «Un nuovo lockdown rappresenterebbe un danno irreparabile per il settore moda».

La Federazione invita i consumatori a un acquisto in sicurezza e sostenibile, a chilometro zero, presso i negozi di prossimità.

Secondo recenti stime dell'associazione, su 115mila punti vendita della moda almeno 20mila rischiano la chiusura. Si parla di oltre 20 miliardi di euro di consumi in meno nel 2020 e della possibile perdita di 50mila posti di lavoro, sui 310mila complessivi.

e.f.
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