Le stime di Confesercenti

In Italia crollo dei consumi nei primi sei mesi

1.879 euro: sono i consumi in meno delle famiglie italiane rilevati da Confesercenti nel periodo che va da gennaio a giugno 2020 rispetto allo stesso period del 2019.

I cali più importanti riguardano le regioni del Nord ad alto reddito e quelle maggiormente colpite dall'emergenza come Trentino (-2.227 euro per nucleo familiare), Lombardia (-2.214), Emilia-Romagna (-2.153), Toscana (-2.070), Veneto (-2.042 euro). Perdite sopra la media nazionale si registrano anche in Valle d'Aosta (-1.994 euro di spesa a famiglia), Lazio (-1.962 euro), Piemonte (-1.902 euro) e Friuli (-1.883 euro). Al Centro e al Sud la discesa risulta inferiore alla media, con la Calabria che subisce la perdita meno consistente (-1.294 euro).

In base ai dati dell'associazione di categoria, il 51,3% delle Pmi del commercio nel semestre ha perso in media metà del fatturato. Il settore più colpito è quello della somministrazione e della ricettività: l'8% delle imprese non riaprirà e il 61,5% denuncia problemi di liquidità.

Allo stesso tempo la situazione di incertezza e le minori occasioni d'acquisto hanno portato gli italiani a risparmiare di più. Prima della crisi il risparmio medio delle famiglie era di 8 euro ogni 100, mentre nel semestre si è arrivati a 11 euro. Salgono a 32 miliardi i risparmi nei depositi bancari, il 20% in più rispetto al 2019.

Commentando i dati, il presidente nazionale di Confesercenti, Patrizia De Luise (nella foto), ritiene che «si debba discutere seriamente della possibilità di un taglio temporaneo dell'Iva, un taglio selettivo e a tempo». «Alla fine dell'emergenza - aggiunge - potremmo concentrare le risorse su una vera riforma fiscale, che cancelli le attuali iniquità impositive e stimoli la crescita e il lavoro, a partire dalla revisione dell'Irpef».

e.f.
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