Le stime di Confindustria Toscana Nord

Distretto pratese dei filati: +27,8% la produzione del primo trimestre 2022

Mentre Pitti Filati è al suo ultimo giorno di fiera in Fortezza da Basso, Confindustria Toscana Nord pubblica un bilancio intermedio del distretto pratese dei filati, che accorpa 80 aziende produttrici (escluse le filature conto terzi) e occupa 1.500 addetti.

Nel primo trimestre 2022 la produzione ha segnato un incremento del 27,8%, rispetto allo stesso periodo del 2021 e un aumento del 9,8% rispetto al quarto trimestre 2021, come emerge da indagini e stime interne del Centro Studi di Confindustria Toscana Nord e da dati Aida BvD Moody's, Istat e Coeweb. Se si confronta il trend del primo quarter con la media del 2019 emerge un +12,5%.

Il periodo gennaio-marzo beneficia di un aumento del 42,1% dell’export rispetto all’analogo periodo del 2021 e di un +4% rispetto allo stesso periodo del 2019: un segnale incoraggiante, se si pensa che le vendite all’estero rappresentano il 55% del fatturato dei produttori di filati per maglieria (una quota inferiore per i filati da tessitura, assorbiti per lo più dal mercato interno).

In Europa lo scorso anno il maggiore cliente è stato la Germania con una quota pari al 10,2% del totale, seguita dalla Romania (produttore di maglieria per importanti brand) con il 9,8%. La Francia le distanzia con il 5,4%. Tra i buyer extraeuropei spiccano Hong Kong e Cina che insieme totalizzano il 15,9% (somma rispettivamente del 8,7% e del 7,2%).

Il settore dimostra quindi di avere ampiamente recuperato quella quota del 25% del fatturato che aveva perso nel 2020 e, secondo i ricercatori, è presumibile che il valore della produzione per la fine di quest’anno possa superare i 620 milioni totalizzati nel 2019 pre-pandemia (nella foto, alcuni filati in cotone bio di Lanificio dell’Olivo).
e.f.
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