Le stime di Istat

Vendite al dettaglio di marzo: +24% per le calzature, +21% per l'abbigliamento

Nel mese di marzo le vendite al dettaglio hanno premiato la moda. In base a quanto rilevato dall’Istat, tra i beni non alimentari, gli aumenti maggiori rispetto al marzo 2021 sono stati registrarti da segmenti come le calzature, gli articoli in cuoio e da viaggio (+24,6%) e l’abbigliamento con la pellicceria (+20,5%). In evidenza anche i mobili con gli articoli tessili e l’arredamento (+20,9%).

In generale, le vendite al dettaglio sono aumentate del 5,6% in valore rispetto a 12 mesi prima, sostenute dal +11,6% dei beni non alimentari, mentre i beni alimentari hanno accusato un -0,5%.

A livello di canali, rispetto a marzo 2021 il valore dello shopping al dettaglio è aumentato per la grande distribuzione (+4,6%), le imprese operanti su piccole superfici (+7,7%) e le vendite al di fuori dei negozi (+7,0%). Il commercio elettronico ha subito un -3,9%.

Il calo delle vendite retail totali rispetto a febbraio è stato dello 0,5% in valore.

Queste indicazioni arrivano a breve distanza dalle stime dell’istituto di statistica sul clima di fiducia dei consumatori. In aprile l’indicatore è sceso da 100,8 a 100: una flessione rilevata «per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da novembre 2020» e connessa a «un diffuso peggioramento dei giudizi sulla situazione economica generale e su quella personale».

Al contrario, il clima di fiducia delle imprese è aumentato lievemente, da 105,3 a 105,5, soprattutto per via del miglioramento delle attese nel manifatturiero, nei servizi di mercato e nel commercio al dettaglio.
e.f.
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