lettera al governo e ai politici

Assopellettieri: «Servono prestiti per il 30% dei ricavi aziendali con rimborso in 30 anni»

Anche Assopellettieri rivolge un appello a Giuseppe Conte e alle principali rappresentanze politiche, individuando come tema principale dell'attuale emergenza Covid-19 l'esigenza di garantire che le imprese italiane rimangano liquide, disponendo dei mezzi finanziari sufficienti per fare fronte ai propri impegni ordinari, compreso il pagamento delle retribuzioni.

Per interrompere una possibile catena di insolvenze, l'associazione di categoria propone che le risorse di emergenza offerte dallo Stato siano impiegate per garantire i prestiti che gli istituti bancari concederanno alle aziende, ipoteticamente in misura pari al 30% dei ricavi consuntivati nell'ultimo esercizio, da rimborsare in un arco di tempo fra i 25 e i 40 anni.

Dovrebbero esserci delle condizioni di funzionamento specifiche, a partire dal fatto che l'impresa richiedente fosse in bonis nella data della dichiarazione di emergenza, contemplando inoltre il mantenimento dei livelli occupazionali per almeno cinque anni, il saldo dei debiti alle dovute scadenze per almeno un quinquennio e l'applicazione ex officio della disciplina prevista per il fallito, in caso di mancato rispetto delle condizioni precedenti e dell'accordo di finanziamento.

Questa sarebbe la soluzione più coraggiosa, secondo Assopellettieri, ma se non andasse in porto occorrerebbero comunque alcune misure minime: evitare che siano gli imprenditori ad accollarsi l'anticipo della cassa integrazione ai dipendenti, posticipare e rateizzare tutti i pagamenti fiscali e contributivi, potenziare tutti i sistemi di garanzia per sostenere la liquidità a breve e lungo termine e smobilizzare i crediti commerciali.

Tra l'altro, fa notare l'associazione, l'integrazione al reddito attualmente prevista non trova applicazione per i lavoratori a domicilio, categoria cui la pelletteria fa molto ricorso.

Un ultimo capitolo del "manifesto" di Assopellettieri riguarda il salone Mipel (nella foto), la cui prossima edizione è in programma a Fieramilano Rho dal 20 al 23 settembre: viene richiesto che il credito d'imposta per la partecipazione a questa e altre fiere sia elevato al 60% per il prossimo anno, ossia fino al 31 marzo 2021, per poi essere strutturalmente fissato al 50%.

a.b.
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