L’euro condiziona le performance del 2018

Global Blue: il tax free shopping arretra in Europa

In sette anni lo shopping tax free è più che raddoppiato in Europa, ma nel 2018 registra un calo del 6% nell’analisi di Global Blue, uno dei maggiori operatori nei servizi tax free shopping.

Nei primi nove mesi di quest’anno gli acquisti esentasse dei viaggiatori stranieri in Europa hanno totalizzato 222 milioni di euro, dai 237 dello stesso periodo del 2017.

Il trend 2011-2018 resta comunque positivo, con la spesa che procede a un tasso annuo di crescita composto (cagr) del 7,4%, come illustrato ieri 15 novembre a Milano da Pier Francesco Nervini, coo & global accounts di Global Blue, intervenuto all’appuntamento con l’Osservatorio Altagamma.

L’analisi per Paesi mostra che solo la Francia ha registrato un incremento delle vendite tax free (+1%), con un aumento della spesa per transazione del 6%.

Il mercato più sofferente è quello della Germania (-13%). In Italia, UK e Spagna la riduzione della spesa tax free è stata dell’8%. La performance spagnola è depurata dell’effetto espansivo seguito alla decisione del governo locale, in agosto, di abbassare la soglia della spesa minima per ottenere il tax refund.

«Lo shopping - ha commentato Nervini - è stato influenzato soprattutto dal rafforzamento dell’euro e dal mancato contributo degli acquisti dei russi».

Infatti, nell’analisi in base alla nazionalità degli shopper stranieri, Globa Blue calcola un -18% da parte dei russi. Stabili le vendite tax free agli americani e in calo del 4% quelle ai cinesi.

Come ha osservato Nervini, cambia anche la tipologia dell’acquirente tax free: all’80% si tratta di un “unfrequent”, che opta per il tax free una volta l’anno.

In base al segmento retail, le transazioni segnano un -8% nel lusso, un -10% nel premium mentre restano stabili nel settore mass.  

In Italia, dove fra gennaio e settembre il mercato del tax free shopping ha registrato una flessione dell’8%, pesa il -15% della federazione Russa e della Corea, come pure il -16% del Medio Oriente. Meno significativo il decremento di Stati Uniti (-4%) e Cina (-5% ).

Per quanto riguarda la Repubblica Popolare, di certo c’è da aspettarsi un maggiore spostamento sul mercato domestico, secondo Nervini, ma la spesa dei cinesi all’estero manterrà tassi di crescita importanti.

Da non trascurare anche i giapponesi che, di regola, fanno il loro primo viaggio oltreconfine in Asia e che forse il retail dovrebbe coccolare di più.

Global Blue ha anche iniziato a esaminare le performance dei tax free shopper Millennials (18-34enni), per il momento limitatamente alla Francia.

Da un’analisi su tutto il 2017 questa risulta la categoria preponderante (31% del totale tax free shopper) e con lo sviluppo maggiore sia a livello numerico (+14% rispetto al 2016), sia in termini di spesa (+17%).

«Il Millennial - sottolinea Nervini - è un consumatore che ha voglia di esperienza fisica. Lo dimostra anche il fatto che è il target che più frequenta le Lounge Global Blue (a inizio 2019 è in programma l’opening della quarta italiana a Firenze, ndr)».

«Per soddisfare qusto target - conclude - moda e servizi dovranno puntare a una fusione fra esperienza digital e fisica, forse più di quanto si pensi oggi».

e.f.
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