L'export sale del 22%

Exploit della filatura italiana: +27,8% il fatturato 2022, a 3,3 miliardi

Bilancio 2022 positivo per la filatura italiana. In base alle elaborazioni preliminari del Centro Studi di Confindustria Moda per Smi-Sistema moda italia il fatturato annuale ha registrato un aumento medio del 27,8% a 3,32 miliardi di euro. Si tratta di una cifra in incremento di quasi il 20% dai 2,77 miliardi del 2019 e un record se confrontato con i valori dei cinque anni precedenti.

L’evoluzione favorevole ha interessato tutti i comparti di cui si compone l’industria italiana dei filati: la filatura laniera (81% del fatturato settoriale totale), la cotoniera e la liniera. Nell’anno i produttori di filati hanno beneficiato di un +22,5% delle esportazioni, a 1,02 miliardi di euro. Ne risulta un’incidenza dell’export sul fatturato totale del 30,9%, dal 32,1% del 2021.

Le importazioni di fili dall’estero sono, invece, cresciute del 48,5% a quasi 1.200 milioni, andando a peggiorare il disavanzo commerciale annuale (-173 milioni di euro, dal precedente avanzo di 31 milioni).

Il mercato interno, nelle stime di Confindustria Moda, risulta in crescita del +41,7%.

Limitando l’analisi delle esportazioni ai primi nove mesi del 2022, sulla base dei dati Istat disponibili, la filatura ha messo a segno un +23,2% rispetto allo stesso periodo del 2021, a 770,3 milioni di euro. In particolare, in ambito laniero le esportazioni di filati sia cardati sia pettinati sono salite del 24,1% e del +24,8%, mentre i filati misti chimico-lana hanno segnato un +17,6%. Risultano in rallentamento (+0,6%), invece, le vendite estere di filati per aguglieria. Le proposte in cotone totalizzano una crescita pari al 31,2%, mentre quelle di lino registrano un +33,3%. Con queste performance, tutte le categorie hanno superato i livelli pre-pandemici.

Da gennaio a settembre 2022, le principali destinazioni dei filati cardati italiani sono tutte in crescita tranne la Cina (-20%). Hong Kong si conferma il primo cliente con il 16% dei flussi totali e il 16,2% di acquisti in più fra gennaio e settembre, rispetto all’analogo periodo del 2021. Il Regno Unito mantiene il secondo posto, con un +42,1% degli ordini. In terza posizione c’è la Turchia con un +54,9% (un anno prima era terza la Cina).

Relativamente ai fili in lana pettinata, in testa c’è la Romania, che registra una crescita del 40,9% (11,1% dell’export totale di questa merceologia). Hong Kong è in seconda posizione (-7,7%), la Francia è terza con un +37,7%.

Per quanto riguarda i filati misti chimico/lana, il primo e secondo buyer estero sono rispettivamente l’Austria (+2,9%) e la Turchia (+27,2%), che insieme assorbono il 22% dell’export. Al terzo posto la Spagna (+68,6%).

I filati di cotone, da gennaio a settembre 2022 vedono in testa la Germania, con un’incidenza del 17,4% e un aumento del +45,3%. Seguono Repubblica Ceca e Francia, in aumento rispettivamente del 51,0% e del 36,6%.

e.f.
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