L’Italia non segue le orme della Francia

Niente rinvio per il Black Friday: mancano posizioni unitarie

Non slitterà il Black Friday in Italia: è ciò che è emerso dal confronto tra le associazioni dei commercianti e della grande distribuzione, interpellate in maniera informale dai Ministeri dell'Economia e dello Sviluppo Economico. Niente accordo raggiunto in merito, nonostante le pressioni da parte dei negozi tradizionali, che sono per la maggioranza chiusi a causa delle restrizioni anti-pandemia. Il 27 novembre scatterà dunque la grande maratona degli acquisti, di cui a questo punto si avvantaggeranno soprattutto i big dell’e-commerce. 

Il pressing da parte del commercio tradizionale era diventato insistente dopo la decisione della Francia, dove Amazon ha accettato la proposta del ministro dell’Economia di rinviare l’happening dello shopping di una settimana (tra l'altro nel frattempo il colosso dell'e-commerce ha già iniziato la campagna sconti per il Black Friday in Italia lo scorso 20 novembre e la protrarrà fino al 30 del mese).

Il confronto promosso dal Governo italiano non ha prodotto una decisione unanime. Tra i favorevoli al rinvio c’è Confesercenti: in una lettera al presidente del Consiglio Conte il segretario generale, Mauro Bussoni ha spiegato che il rinvio sarebbe un segnale importante per i negozi tradizionali, che non hanno bisogno solo di ristori ma di atti politici, facendo notare tra l’altro che l'incertezza della situazione porterà quest'anno molti ad anticipare gli acquisti natalizi, motivo che rende questo Black Friday un’occasione molto vantaggiosa per i negozianti. 

«Il Black Friday non può tenersi a beneficio solo dei grandi gruppi di vendita online. Non sarebbe corretto», ha aggiunto Gino Sciotto, presidente della Federazione autonoma delle piccole imprese (Fapi)che spinge su un riavvio delle vendite per consentire ai commercianti di far fronte a tutti gli impegni di spesa. «È opportuno consentire a tutte le piccole attività commerciali di poter lavorare in occasione delle festività natalizie in cui si spera ci possa essere un aumento dei consumi delle famiglie».

Ma non tutte le associazioni sono sulla stessa lunghezza d’onda. Sul fronte consumatori, ad esempio, Codacons ha chiesto di spostare il Black Friday all'8 dicembre, proponendo un 'black Christmas' fino a fine mese con saldi anticipati e sconti, mentre l’Unione Consumatori si è schiarata dalla parte dei contrari. 

«Piuttosto che parlare di Black Friday in termini di date da anticipare o spostare, noi vogliamo attirare l'attenzione sulla necessità di una web tax, che è quello che serve per avere un mercato a parità di regole», è il parere del segretario generale di Federazione Moda Italia-ConfcommercioMassimo Torti.

Secondo Torti, il Black Friday dovrebbe attirare l'attenzione più sui problemi che hanno i piccoli negozi ad affrontare un mercato che presenta difficoltà estreme. «Rischiamo, nel migliore periodo delle vendite, che è novembre-dicembre, di dover far fronte a vendite minimizzate da questo grande evento».

Al Governo ha aggiunto Torti, «chiediamo di consentirci di fare impresa e riaprire nel rispetto dei protocolli e delle linee guida per la salute e indennizzi al dettaglio e ingrosso moda a prescindere dalle zone, una rottamazione dei magazzini e altre misure di attenzione al settore».

«Perdere questa occasione – ha concluso - potrebbe significare la chiusura di molte attività che non potranno far fronte a tutti i costi senza entrate. Ai consumatori poi chiediamo di fare acquisti nei negozi di fiducia e di prossimità. Saranno acquisti sicuramente apprezzati, utili e intelligenti».

Polemico infine Davide Rossi, direttore generale di Aires Confcommercio, che riunisce le principali catene e i maggiori gruppi attivi nella vendita di apparecchiature elettriche ed elettroniche in Italia, e che giudica la proposta tardiva e inutile. Per lui sarebbe più interesante avere norme per permettere ai piccoli negozi di competere ad armi pari con i colossi del web. 

c.me.
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