LO SHOPPING NEL QUADRILATERO SENZA CLIENTI STRANIERI

Guglielmo Miani: «Primo giorno meglio delle aspettative, ma con scontrini dimezzati»

La Fase 2 è ufficialmente iniziata, così come la trepidazione di retailer e aziende sulla ripresa o meno dello shopping fisico, dopo quasi tre mesi di lockdown.

Nel Quadrilatero, epicentro dei consumi di lusso, le luci sono tutte riaccese (come nel resto della città, con il 90% delle saracinesche alzate, in base ai dati di Confcommercio), anche se per il momento – causa Coronavirus – a varcare la soglia dei luxury shop sono solo gli italiani, che si sono riappropriati della loro libertà di movimento, seppur nel rispetto di un rigido protocollo di sicurezza.

Il primo giorno si è rivelato «migliore delle aspettative», ha detto al Corriere Guglielmo Miani, presidente di Montenapoleone District, associazione che riunisce circa 150 brand presenti nelle vie Montenapoleone, Sant'Andrea, Verri, Santo Spirito, Gesù, Borgospesso e Bagutta: un risultato che è frutto esclusivamente degli acquisti dei milanesi, che anche ante Covid costituivano il 50% della clientela dell'area.

Un dato confortante, nonostante la mancanza di turisti cinesi, russi e arabi impatti in maniera significativa sulle entrate: «Lo scontrino medio italiano è di 1.000 euro – dice Miani - mentre quello del cliente straniero di 2.200», la più alta al mondo.

Guarda caso, se durante la serrata dei negozi in altre zone della città alcune insegne hanno abbandonato gli spazi retail, in via Montenapoleone le pedine sono rimaste ferme, perché «nessuno nell'alta moda vuole perdere una tanto sudata posizione in queste vie, leader al mondo per il commercio del lusso». «Monte Napoleone – ha concluso Miani - ha la lista d'attesa».

a.t.
stats