Mentre si parla di superamento della norma Ue sugli aiuti di Stato

Il sistema fieristico si prepara alla riapertura a luglio

Nei giorni in cui il mantra è «basta chiusure!», anche il mondo delle fiere intravede la luce in fondo al tunnel: si parla infatti del prossimo luglio come mese per le riaperture. Intanto giunge la notizia dell’intenzione del Governo di superare la norma Ue sugli aiuti di Stato – il cosiddetto de minimis – che di fatto limita fortemente le erogazioni dei sussidi stanziati in favore delle fiere per l’emergenza Covid.

La volontà di riaprire le fiere a luglio sarebbe scaturita in seguito a un recente vertice, in video conferenza, a cui hanno partecipato i ministri degli Esteri Luigi Di Maio, del Turismo Massimo Garavaglia, dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, della Salute Roberto Speranza insieme a Maurizio Danese, presidente di Aefi (Associazione Esposizioni e Fiere Italiane) e Luca Palermo, amministratore delegato e direttore generale di Fiera Milano.

Ma ci sono notizie positive anche sul fronte sussidi, come è emerso ieri, 15 luglio, in seguito all’audizione del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti alle Commissioni riunite Attività produttive della Camera e Industria del Senato. 

«Quanto dichiarato da Giorgetti, peraltro già anticipato nei nostri colloqui con il ministro Massimo Garavaglia, va finalmente nella direzione invocata da tempo dagli organizzatori fieristici - è il commento di Maurizio Danese, presidente di Aefi -. Si tratta di un passaggio fondamentale per la salvezza del sistema espositivo, il settore italiano più martoriato dalla crisi, ma soprattutto per il business di 200mila imprese, che ogni anno fatturano 60 miliardi di euro in 1.000 manifestazioni fieristiche del Belpaese».

Il ministro, che prevede la riapertura delle fiere dal prossimo luglio, ha annunciato l’intenzione del Governo di superare la norma Ue sugli aiuti di Stato, il cosiddetto de minimis, che di fatto limita fortemente le erogazioni dei sussidi stanziati in favore delle fiere per l’emergenza Covid. 

Giorgetti è convinto che l’obiettivo da centrare, previo consenso del Parlamento, sia quello tedesco, a cui Bruxelles ha concesso il superamento dei limiti imposti in ragione dell’articolo 107 (paragrafo 2 lettera b) del trattato, che prevede la deroga al de minimis in caso di “calamità naturali ed eventi eccezionali”.

«Seguire l’esempio della Germania, che entro giugno ristorerà il sistema con 642 milioni di euro a fondo perduto - ha aggiunto Danese - non è solo un percorso necessario ma anche logico: a oggi i limiti imposti dal trattato hanno determinato in Italia un’erogazione dei ristori pari a circa il 6% del plafond stanziato per il 2020, a fronte di perdite di fatturato attorno al 75% nel 2020 e al 100% nel primo quadrimestre di quest’anno». 

Al Governo il presidente di Aefi chiede di fare presto per «salvaguardare un asset strategico del Paese in fortissima tensione finanziaria, la cui scomparsa genererebbe una contrazione a catena non solo del business in grado di generare in favore del made in Italy, ma anche del suo indotto allargato, che lo scorso anno ha subito una contrazione pari a oltre 18 miliardi di euro» (in alto, un’immagine tratta dal sito di Fiera Milano).


c.me.
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