INTANTO PARTE UNA NUOVA ONDATA DI TAGLI

Meta: basta supporto agli Nft su Instagram e Facebook

«Nella nostra azienda prestiamo un'elevata attenzione alle cose a cui dare una priorità. In questo momento stiamo mettendo in secondo piano i digital collectibles (Nft), privilegiando altre modalità per sostenere i creator, le persone e i business»: così Stephane Kasriel, head of Commerce & Financial Technologies di Meta, in un tweet che ha preso molti in contropiede, perché solo un anno fa sembrava questo il big trend. 



Di fatto le vendite dei prodotti digitali su Facebook e Instagram non hanno mai decollato: di conseguenza Meta in un primo tempo limiterà il supporto agli Nft su questi due social, per poi molto probabilmente arrivare a congelarlo del tutto.

L’azienda guidata da Mark Zuckerberg «si concentrerà su soluzioni che abbiano un impatto su larga scala, come il messaging e le opportunità di monetizzazione legate ai reel», spiega Kasriel e aggiunge: «Continueremo a investire in strumenti fintech di cui la gente e le aziende avranno bisogno in futuro, semplificando i pagamenti con Meta Pay, facilitando le procedure di checkout e i pagamenti tramite la messaggistica su Meta». Il manager cerca di tranquillizzare i creator di Nft: «Non vediamo l’ora di supportarli, per ampliare gli orizzonti del loro lavoro». 

Come fa notare wired.it, la decisione presa in quello che Zuckerberg ha definito l’”anno dell’efficienza” non è isolata. Il caso più eclatante è quello di Novi, il cryptowallet di Libra congelato da Meta a partire dal primo settembre scorso, a meno di 12 mesi dal lancio.

Intanto proseguono i licenziamenti: dopo che a novembre scorso erano state mandate a casa 11mila persone - circa il 13% del totale -, è di oggi (14 marzo) la notizia di nuovi tagli che coinvolgeranno tra aprile e maggio altri 10mila dipendenti circa, oltre a 5mila posizioni "aperte", iniziando dai ruoli non ingegneristici e, pare, ridimensionando progetti legati ad alcune divisioni come Reality Labs, lanciata per occuparsi di metaverso e AR/VR.

In questo modo le spese per il 2023 dovrebbero aggirarsi tra gli 86 e i 92 miliardi di dollari, contro la precedente stima di 89-95 miliardi. «Gli obiettivi - ha affermato Zuckerberg annunciando la nuova cura dimagrante - sono rendere Meta una better technology company e migliorare la nostra performance finanziaria in un contesto difficile, in modo da perseguire una visione a lungo termine».

L'imprenditore ha detto di ispirarsi al motto «Flatter is faster», per una struttura più semplice e con meno manager, alla guida di team più ampi. Altri slogan citati da Zuck sono stati «Leaner is better» («Più snelli è meglio»), «Keep technology the main thing» («Tecnologia innanzitutto»), tornando a privilegiare i tecnici, e «Invest in tools to get more efficient»: potenziare gli strumenti utili, come l'AI, da un lato, per sacrificarne altri ormai obsoleti.

Notizie che giungono mentre in tutto il mondo crea apprensione il fallimento della Silicon Valley Bank-Svb, la banca americana dove le startup tecnologiche avevano depositato oltre 170 miliardi di dollari.

Alle prese con le incognite degli ultimi mesi, che hanno messo in difficoltà anche le Big Tech, queste giovani aziende hanno iniziato a fare sostanziosi prelievi dai loro conti correnti, costringendo l'istituto di credito a vendere i bond a lunga scadenza, emessi dal governo Usa e da altri debitori, che aveva in portafoglio. Bond che, a causa del rialzo dei tassi d’interesse, hanno perso valore: non riuscendo a portarli a scadenza, Svb si è trovata con una voragine da 1,8 miliardi di dollari in bilancio.

Tra gli e-tailer in difficoltà per questo crollo c'è Etsy: i responsabili del marketplace hanno detto che i pagamenti per i venditori potrebbero ritardare, pur assicurando che rivolgendosi a partner diversi da Svb il problema rientrerà. Questa dichiarazione ha generato panico tra i vendor, molti dei quali si sono affrettati a mettere il proprio account in modalità vacanza.

a.b.
stats