Le sfilate di Milano viste dai retailer internazionali

Gucci indimenticabile, Bottega già must have, Prada portabile: la fashion week torna strong

La novità della fashion week milanese non è nei nomi delle collezioni che hanno maggiormente impressionato i buyer italiani e internazionali, con i “soliti” Bottega Veneta, Gucci, Jil Sander e Prada a guidare le preferenze per merito non solo delle loro collezioni forti, ma anche del concept e dei set degli show, che hanno aggiunto valore alle loro proposte. L’aspetto nuovo - e non scontato - è che le sfilate milanesi, pur facendo i conti con un calendario fitto (livelli pre-Covid) e il ritorno quasi completo degli invitati dall'estero, non hanno rinunciato a spingere la nuova generazione di stilisti, come Andrea Adamo, Vitelli, Avav, Marco Rambaldi, Salvo Rizza, AC9, Act N°1 e Cormio, tutti finiti nei radar dei compratori internazionali. Supporto e fiducia nei confronti dei giovani talenti sono stati dimostrati in primis da marchi storici come Bally, Ferragamo e Missoni, alle prese con nuove direzioni creative affidate a designer esordienti (Rhuigi Villaseñor, Filippo Grazioli Maximilian Davis, la cui età media è 32 anni). Il risultato – dicono i buyer – è incoraggiante, ma è tra sei mesi che si capirà se la sfida sarà davvero vinta.





Jodi Kahn
Vice President, Luxury Fashion
Neiman Marcus


In questa edizione della Milano Fashion Week Matthieu Blazy non ha deluso con la sua seconda collezione per Bottega Veneta. L'allestimento era un'opera d'arte in sé e molti capi a loro volta vere e proprie opere d'arte, con perline e frange di ogni tipo: multicolori, in pelle e di seta. I tre abiti con frange che hanno chiuso la sfilata hanno davvero colto nel segno. Versace ha spaccato e Paris Hilton in chiusura di sfilata è difficile da dimenticare! La ragazza Versace è ribelle, sicura di sé e indipendente. C'è stata un'ottima combinazione di look neri e solidi con colori vivaci, come fucsia e viola. Nel complesso la collezione presentava la giusta quantità di abiti sexy, minigonne, capi sartoriali e denim. Bellissima Jil Sander, per nulla compromessa dalla pioggia. È stato “rinfrescante” vedere una tavolozza di colori pastello, tenui e graziosi, in contrasto con la passerella di ghiaia nera. C'era sicuramente un gioco di texture con l'uso di molti tipi di frange, paillettes e tagli, ma anche la giusta quantità di proposte sartoriali, a completare l'assortimento. Sono state presentate idee di grande effetto - di cui siamo entusiasti - come le piume nel prêt-à-porter e negli accessori, ma anche gli orli con frange di paillettes. Cristalli, corsetti e trasparenze sono stati i temi chiave della sfilata di Dolce&Gabbana, che ci ha regalato tutte le sensazioni nostalgiche che amiamo di questo marchio. Avendo ben chiaro il loro target, i due stilisti hanno presentato una collezione che sarà perfetta per la loro clientela. Parlando in generale di tendenze per la prossima estate, quella più strong emersa a Milano è data dai dettagli lingerie: il corsetto soprattutto, ma anche il pizzo e le spalline del reggiseno. Si sono visti colori vivaci come giallo e rosso, ma soprattutto tenui, pastello e neutri. Inoltre continua l’importanza del nero, che è sempre un punto fermo nel guardaroba femminile, per tutto l'anno. Come nelle precedenti settimane della moda continuano poi le trasparenze nei tessuti e nelle varie silhouette. Il trend più divertente che abbiamo continuato a vedere per tutto il mese è dato dalle frange su prêt-à-porter e accessori, in fogge e materiali diversi (di perline, seta, pelle o all’uncinetto). Gli elementi metallici, che hanno dato un aspetto glam a molte collezioni, saranno di certo ben accolti dai nostri clienti. Se parliamo di capo must have, sarà sicuramente un corsetto di qualche tipo! Esprime una femminilità seducente, ma in modo delicato, ed è molto portabile, specie sotto capi sartoriali, in tessuti sia trasparenti che opachi, per il giorno e per la sera. Cosa pensiamo del debutto di Maximilian Davis per Ferragamo, Filippo Grazioli per Missoni, Marco di Vincenzo per Etro e Rhuigi Villaseñor per Bally? Davis, il nuovo creative director di Ferragamo, ha esordito con la sua prima collezione co-ed abbandonando il "Salvatore" e aggiornando il font del logo. Esplorando diverse direzioni ha portato una ventata di freschezza e continueremo a seguirlo nella sua crescita con la maison. Grazioli ha messo in evidenza i codici del marchio Missoni e non vediamo l'ora di vedere l'evoluzione nella prossima collezione. Il nuovo direttore creativo di Etro, di Vincenzo, ha mostrato sicurezza nel rivolgersi a un cliente più moderno. C'è stato un buon equilibrio tra l'estetica familiare del marchio e le silhouette che si rivolgono a un cliente più giovane. Gli ingredienti chiave di Etro sono ancora presenti, ma attualizzati. Quanto a Villasenor, nuovo direttore creativo di Bally, ha portato il marchio in passerella per la prima volta dopo 20 anni: una collezione volutamente glam anni '90 e attendiamo impazienti di vedere il seguito. Se la sua linea omonima è un'indicazione, si prospetta un futuro brillante.

Alix Morabito
Buying and Merchandise Director
Galeries Lafayette

«È stata una settimana davvero eclettica, con show molto diversi tra loro sia per trend proposti sia per atmosfere. Le sfilate più sorprendenti sono state quelle di Gucci, la collaborazione tra Dolce&Gabbana con la “curatrice” Kim Kardashian. Anche Ferragamo rientra tra le sorprese della settimana, per la prova del nuovo direttore creativo Maximilian Davies che, pur giovanissimo, ha immediatamente dato alla collezione un punto di vista forte e distintivo. Convincente anche il lavoro di un altro esordiente, Rhuigi Villaseñor, che ha portato nella collezione di Bally una svolta sexy. Ma se dovessi scegliere la mia collezione preferita, forse punterei su Bottega Veneta: già la scorsa stagione Matthieu Blazy aveva convinto con la nuova visione del brand, ma il lavoro fatto con la SS23 ha rappresentato un’evoluzione inaspettata e strepitosa. La collezione sembrava ancora più tecnica, tanto da catturare la nostra piena attenzione su ogni prodotto: oggi, a nostro avviso, Blazy fa sicuramente parte dei migliori stilisti in azione. Quanto agli emergenti, le nostre maggiori aspettative sono per Andreadamo e per la sua coerenza a livello di stile e prodotto, fatto di maglieria iconica e una palette concentrata sui toni nude. Quanto ai trend, non c’è dubbio quello dominante è il revival degli anni Duemila attraverso l'estetica minimalista che abbiamo visto da Prada, Fendi e Ferragamo, oltre al ritorno della moda Y2K, con l'apparizione di Paris Hilton da Versace oppure attraverso collezioni come Blumarine, Gcds, MM6 Cormio. Sul fronte best seller della prossima stagione, penso che funzioneranno bene le silhouette molto allungate, a volte rese quasi liquide attraverso la lucentezza degli abiti in raso, le trasparenze e i glitter. Bene anche i look total denim, mentre torna protagonista il rosso da Prada, Gucci, Bottega Veneta e, naturalmente, Ferragamo, che lo ha scelto come colore distintivo. A livello scenografico non ci sono dubbi: i miei show preferiti sono stati quelli di Jil Sander con il suo bellissimo giardino di fiori vulcanici e selvaggi e l'installazione colorata di Gaetano Pesce per Bottega Veneta».

Astrid Boutrot
Women's Buying and Fashion Director
The Webster


«C’era molta attesa e curiosità per questa stagione delle sfilate di Milano. Era inevitabile che fosse così, visti i tanti stilisti pronti a prendere in mano le redini creative di marchi iconici come EtroFerragamoBally e altri. Attese che non sono state deluse, anzi in molti casi sono state superate, rendendo l’atmosfera della fashion week davvero positiva. In particolare, sono rimasta impressionata dal lavoro di Maximilian Davis, di cui sono sempre stata una fan, avendo seguito da vicino l'evoluzione della sua linea. Sono impressionata dal modo in cui lo stilista, per quanto giovane, abbia abbracciato la storia di Ferragamo e l’abbia incorporata nella sua visione di eleganza. È stato un inizio molto promettente: non vedo l’ora di seguire la nuova tappa del viaggio di Ferragamo. Ho trovato molto ispirati anche Glenn Martens per DieselRhuigi Villaseñor per Bally e Marco De Vincenzo per Etro. Ma, in generale, è tutta l’offerta vista a Milano che abbiamo trovato estremamente creativa e interessante. Penso alle silhouette alllungate, disegnate in maniera molto audace e accattivante praticamente da tutte le maison per la primavera-estate 2023. Soprattutto tutti gli abiti lunghi con trasparenze o abbellimenti e le gonne, a loro volta anche molto lunghe, con tagli o frange. Nella stessa settimana abbiamo assistito al ritorno a colori più neutri e stili iconici senza tempo, insieme a fantastici tocchi di colore: il vero impegno per questa stagione sarà trovare il giusto equilibrio. Tra le novità più promettenti, e che ci hanno convinto, anche il ritorno del denim».



Federica Montelli
Head of fashion
Rinascente


«Prada, Gucci, Jil Sander, Bottega Veneta sono le collezioni che ho amato di più, insieme a quelle di Diesel, Tod's Blumarine. Tutti marchi, questi ultimi, che nelle ultime stagioni hanno intrapreso un percorso di cambiamento, che stanno portando avanti con grandissima coerenza con un riscontro positivo da parte del mercato. I momenti clou della settimana sono stati la sfilata di Gucci con la sua verve teatrale immensa, il mega show di Diesel aperto al pubblico. Tutti i bravi i debuttanti di questa fashion week, anche se personalmente ritengo che sarà la prossima stagione quella che svelerà le loro vere capacità. Intanto è giusto che si godano gli applausi, in particolare Maximilian Davis e Rhuigi Villaseñor per il loro lavoro su Ferragamo e Bally. Anche questa stagione Milano ha continuato a spingere la sua nuova generazione di stilisti, come Marco Rambaldi, Andrea Adamo, Vitelli, Avav: non era scontato che l’attenzione su questo genere di realtà restasse alta, ora che il calendario è tornato in forze e affollato come ai tempi del Covid o forse di più. Se il ready to wear è l’assoluto vincitore delle sfilate - in particolare gli abiti sexy, il denim, i party dress scintillanti e i pantaloni cargo -, tutto il comparto degli accessori è rimasto più sotto tono. Il megatrend per le calzature si conferma il ritorno dei tacchi altissimi: se ne sono visti di molto belli da Gianvito Rossi, anche la collezione in collaborazione tra Zanotti e Nicolò Beretta mi ha convinta, un bel mix and match di talento e visione».


Heather Gramston
Head of womenswear
Browns



«Durante questa fashion week Milano era davvero affollatissima con il pieno di sfilate, ristoranti e bar al completo. C’era grande attesa in particolare per la prima prova dei nuovi direttori creativi alla guida di marchi storici come Ferragamo e Bally e per la seconda collezione di Matthieu Blazy da Bottega Veneta. In particolare, credo che la sfilata di Maximilian Davis da Ferragamo, in un edificio del XVII secolo che presto diventerà un hotel, sia stata una cornice incredibile per questo debutto. La collezione ha giocato su una palette che includeva i colori iconici dello stilista come rosso, bianco e nero, innestandoli su pelle e camoscio: un mix di cui i suoi estimatori non vorranno fare a meno la prossima stagione. Sul podio della settimana milanese metto Prada: mi sono piaciuti soprattutto le proposte tailoring, i capi in pelle e in pizzo, abbinati a borse d’archivio e scarpe Mary Jane con tacco da cow-boy. Altro momento di punta è stato sicuramente Diesel, con lo show - indimenticabile - di Glenn Martens, aperto a un pubblico di quasi 5mila persone. D’impatto pure la scenografia, con una scultura gonfiabile da Guinness dei primati. A regalare un effetto sorpresa ha contribuito anche la pioggia! Il programma questa volta prevedeva diverse sfilate all’aperto e l’acquazzone da Jil Sander ha costretto le modelle a sfilare con gli ombrelli. Eravamo inoltre curiosi di vedere come si sarebbe evoluto il Blumarine style con la firma di Nicola Brognano, alla sua seconda prova: possiamo dire di non essere stati delusi».

Sebla Refig Devidas
Buying and Merchandising Director-Ladies merchandising group 
Beymen

«La prossima stagione estiva vista sulle passerelle milanesi sarà molto intensa, pura, ricca di implicazioni e stratificazioni, senza asprezze. Un passo verso la creatività e la narrazione, piuttosto che verso il design del prodotto. Le mie collezioni preferite sono state Bottega Veneta, che ha creato una nuova versione del lusso da giorno, Versace, per il forte impatto, Etro, con la nuova linfa infusa da Marco De Vincenzo, e infine Prada, che è sempre in grado di scrivere il prossimo capitolo. La sfilata più bella è stata quella di Ferragamo, mentre tra i capi must have cito sicuramente la gonna trasparente di Fendi, il pantalone cargo in denim abbinato al bustier di Etro e l’insieme giacca e gonna in satin di Prada. A proposito del debutto di Fabrizio Grazioli da Missoni, trovo che non sia il marchio dal dna più semplice su cui costruire una nuova attitudine. Sento che c'è ancora spazio per evolversi. Anche Bally ha ancora bisogno di tempo per stabilire la nuova direzione. Invece Ferragamo by Maximilian Davis è stata incredibile, non vedo l'ora che arrivi il prossimo capitolo. Per quanto riguarda i new name da tenere d’occhio segnalo Area, Taller Marmo, Raquel Diniz, Armarium e Ssheena. In generale, stiamo vivendo un momento molto positivo dopo il periodo della pandemia in termini di vendite ed entusiasmo dei clienti verso la moda di fascia alta. La situazione politica non è stabile per nessun Paese al momento, ma cerchiamo di essere forti e mantenere le persone ispirate. Purtroppo i costi elevati dell'energia e delle materie prime incidono molto. I prezzi sono in costante aumento e ciò è rischioso per la barriera psicologica del cliente. Ma noi continuiamo ad aumentare costantemente i nostri budget per tutte le categorie. La Spring-Summer 2023, a questo proposito, ha visto uno dei maggiori incrementi».


Claudia Gazzelloni
Senior buyer
LuisaViaRoma

«Di tutti i debutti di questa stagione è quello di Marco De Vincenzo per Etro che mi ha convinto maggiormente. Un giudizio positivo, che si è rafforzando dopo il re-see in showroom. La collezione è bella e va nella giusta direzione commerciale, come dimostrano i primi pezzi usciti in passerella, con le stampe in denim o la nuova borsa, davvero bellissima e accattivante. Marco è stato bravo e da subito ha portato una piccola rivoluzione, cosa che mi sarei aspettata anche da Maximilian Davis per Ferragamo, ma la sua collezione non mi è parsa di rottura rispetto al passato, anzi. Molto fresca e divertente Missoni. Filippo Grazioli ha dimostrato di saper utilizzare i capi classici del guardaroba Missoni, come i cardigan e la maglieria in generale, in maniera molto originale e giovane. Sono certa che questo approccio porterà risultati immediati dal punto di vista commerciale. La sfilata di Gucci è stata quella che a Milano mi ha impressionata di più: spettacolo entusiasmante e prodotto fortissimo. Non c’è dubbio che in questo momento Alessandro Michele, viaggia ad un’altra velocità. Bella Prada: molto Miuccia e, a mio avviso, questo è un bene. Dolce&Gabbana è stata perfetta dal punto di vista del marketing con l’utilizzo di Kim Kardashian e, in generale, l’idea di lavorare sull’archivio in maniera creativa è davvero vincente. Bravi. Anche Max Mara è stata davvero molto bella: il marchio resta sempre nel suo campo, un mix di eleganza e portabilità, ma lo fa a livelli altissimi, senza mai sbavature. Tra gli outsider Salvo Rizzo di Des Phemmes è stato, a mio avviso, il migliore e senza bisogno di una sfilata: ha realizzato una piccola presentazione ma i pezzi erano belli, lo styling avvincente. La forza di Salvo è realizzare ogni stagione cose preziose con ricami bellissimi, ma al prezzo giusto. Marco Rambaldi è uno stilista di grande talento, ma deve provare ad andare oltre quanto mostrato nelle ultime stagioni. In generale, la prossima stagione funzioneranno i colori accesi e forti, come il verde e il viola. I pantaloni cargo saranno un must have, ma anche le silhouette che esibiscono il corpo, visto che la voglia di femminilità anche questa stagione è tanta. I budget sono in forte crescita: abbiamo deciso di investire e in qualche caso, come con Tom Ford, la sfilata era talmente bella che abbiamo addirittura sforato rispetto a quanto previsto. Siamo certi che questo coraggio sarà ripagato, perché la domanda di lusso è in crescita e su LuisaViaRoma stiamo lavorando sempre meglio sui pre-order».  


Tiffany Hsu
Vice President Womenswear & Kidswear Fashion Buying
Mytheresa


«Gucci, Bottega Veneta, Dolce&Gabbana e Jil Sander. Sono questi gli show che ho amato di più tra quelli visti a Milano. Il Gucci’s Twinsburg è stato uno spettacolo fantastico e non semplicemente per il prodotto che ha presentato: anche la colonna sonora mi è rimasta davvero impressa! La scenografia di Gaetano Pesce per Bottega Veneta è stata un altro momento indimenticabile della fashion week, così come la performace di Moncler in piazza Duomo. Sul fronte delle tendenze, a Milano abbiamo visto davvero tanto denim, pantaloni cargo, abiti sottoveste anni '90, influenze rave, nappe e strati trasparenti. New talent non ne abbiamo scoperti, ma è stato un piacere vedere come sta crescendo Andreadamo, che sta evolvendo il concetto di maglieria a costine, per cui già era noto e apprezzato».

Nicholas Atteshlis
Partnerships Lead for Designer Brands
Zalando 

«In cima alla lista dei miei show preferiti alla Milano Fashion Week c’è Alessandro Michele, che ha portato una visione davvero unica alla sfilata di Gucci. L'idea che tutti noi abbiamo un doppio che vive da qualche parte nel mondo è qualcosa di provocante e, allo stesso tempo, emozionante. Bello anche lo spettacolo offerto da MM6 agli ospiti: una esaltante performance musicale del direttore d'orchestra Wladimir Schall, rivelando anche la collaborazione più recente con Salomon. Il bello di questa edizione di sfilate è che ci sono stati diversi debutti di direttori creativi ed era un bel po’ che non accedeva: sono da sempre una fan delle novità, soprattutto in questi tempi incerti e difficili, perché ci permettono di distrarci anche solo per un attimo. L'esordio di Marco de Vincenzo da Etro è stato inconfondibile, ma anche fresco e giovane. Mi è piaciuto l’uso audace delle stampe su silhouette moderne e pensate per il consumatore hippy chic. Poi penso sia riuscita più che mai la sfilata di Act N°1: supportato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana e da Valentino, il brand è stato in grado di dare vita a un equilibrio perfetto tra intrighi e sogni con abiti di tulle e veli, ma anche di parlare al grande pubblico con i suoi jeans e colori decisi. Tra i nomi emergenti anche quello di Alfredo Cortese di AC9 è da tenere in considerazione, proprio come i capi della sua sfilata “Stereotipi”. Cortese ha attirato la mia attenzione con i suoi abiti da sera drammatici, l'audace illuminazione e i riferimenti alla scena dei club underground. Non è difficile immaginare i suoi modelli nella scena berlinese del prossimo anno. Tra le collezioni preferite di prêt-à-porter in testa c’è Roberto Cavalli, al lancio su Zalando Designer per la primavera-estate 2023. Gli accessori più sorprendenti sono stati quelli di Haus of Honey, mentre a livello di show l’effetto wow lo ha suscitato Jil Sander con il suo giardino, persino sotto la pioggia. Sui trend che prenderanno il sopravvento, sono certo al 100% che uscire è il nuovo rimanere a casa. Abiti da cerimonia e sartoriali hanno popolato le passerelle quest’anno. E anche tra i best seller della prossima estate non ho dubbi: qualsiasi pezzo della collaborazione tra MM6 e Salomon sarà disponibile su Zalando Designer».

 

Ekaterina Moiseeva
Fashion Director
Bosco di Ciliegi

«Di Milano mi ha colpito durante questa fashion week la ritrovata energia, sembra di essere finalmente tornati ai tempi prima della pandemia. Sono due le tendenze che considero vincenti per la primavera-estate 2023: da una parte la vera femminilità e la sensualità, che sono state rivalutate in diverse collezioni e, dall’altra, la freschezza che rimescola le carte del mercato. Per esempio, oltre ai “soliti noti”, ho apprezzato Sunnei per il suo show giocato sugli antipodi e per la collezione forte, che lascia il segno. E poi Gcds, che sa quali corde toccare con la clientela più giovane. Tra i vari debutti alla direzione creativa delle griffe uno che attendevo in modo particolare era Marco De Vincenzo da Etro: premetto che a me piaceva molto la creatività di Veronica Etro e quindi, pur apprezzando De Vincenzo, faccio un po' fatica ad abituarmi a questo nuovo corso. Promuovo infine Elisabetta Franchi, sempre in linea con la donna di oggi e le sue esigenze».

Riccardo Tortato
Head of buying department
Tsum


«Il mio giudizio sulla fashion week milanese è super positivo. I grandi e piccoli brand hanno consegnato nelle nostre mani proposte estremamente sofisticate e moderne, a partire da Bottega Veneta, dove Matthieu Blazy sta lavorando bene, Dolce&Gabbana che non delude mai e, non ultimo, Brunello Cucinelli, una garanzia. Bello anche Missoni nell’interpretazione di Filippo Grazioli. Un brand non certo emergente, ma di cui sto apprezzando il percorso di rinnovamento, è Genny. Ho notato in passerella il ritorno di gonne lunghe e abiti longuette a discapito di mini gonne e trasparenze e, in generale, pesi spesso non troppo estivi, ma interessanti per l’inizio stagione. Tra gli accessori ho amato le scarpe nere con piattaforma di Versace. Quanto a Ferragamo con Maximilian Davis, considero il nuovo corso molto deciso e innovativo per il brand. Certo, l’ultima parola spetterà ai clienti finali: vedremo come accoglieranno la svolta stilistica della storica maison fiorentina. Un’ultima osservazione sulla scelta di alcuni, come Diesel, che hanno aperto le porte al pubblico: visto che l’inclusività fa parte del brand, che parla a un pubblico giovane e contemporaneo, la scelta è corretta. In generale va valutata caso per caso, a seconda del marchio».  

 

Lia Pagoni
Owner
Gruppo Pagoni

«Il mood per la prossima Spring-Summer è entusiasmante e divertente. L’atmosfera che ho respirato a Milano lascia presagire grandi risultati di vendita nel prossimo anno. Le mie collezioni preferite sono state quella di Fendi, disegnata da Kim Jones, con il mood da party anni '90, la "moda democratica" di Diesel e l’installazione tutta nera di Prada. Le sfilate migliori? Gucci, per la sua estetica superba e per l’idea unica, e Moschino per il sense of humor. In tema di debutti, Fabrizio Grazioli ha completamente aggiornato il classico concept di Missoni, creando un mix fashion con uno spirito più tecnico, sportivo e allegro. La collezione di Bally era molto sexy e lussuosa e chiaramente ispirata a Gucci degli anni '90. Sembra sicuramente la nuova direzione per il marchio, sotto la guida stilistica di Rhuigi Villaseñor. A proposito del ritorno di Salvatore Ferragamo con il nuovo direttore creativo, il mondo della moda ha bisogno di più diversità: Maximilian Davis non è solo britannico, ma ha un background afro-caraibico, che è stato evidente nell’approccio più moderno che ha portato alla griffe. Ho apprezzato i suoi look monocromatici dalla testa ai piedi e mi aspetto grandi creazioni da lui in futuro. In generale, ho visto su tante passerelle molte soluzioni monocrome e tanta nostalgia degli anni Novanta. Mi ha colpita inoltre il mix di elementi dello stile casual (come pantaloni cargo, body, denim) con i codici dell'haute couture. Per quanto riguarda la moda, il nostro budget rimarrà sui livelli dello scorso anno».

Olga Mironova
Owner
Boutique XXI Secolo

«Milano durante la fashion week era piena di vita: tantissime sfilate, presentazioni, eventi. Le tendenze sono un po’ cambiate. Le collezioni sono molto più pulite, leggere, con tantissimi colori accessi. Ci stati anche parecchi debutti. Il mio show preferito in assoluto è stato Dolce&Gabbana. La collaborazione con Kim Kardashian è stata una fantastica idea: abiti sensuali, un tocco di strass e molti bei completi vintage in una nuova interpretazione. Era come se tutti i look fossero stati fatti proprio per lei. La maglietta con il suo ritratto sicuramente sarà un must have e sold out ovunque in pochissimo tempo. Una delle migliori griffe per il nostro mercato è sempre Brunello Cucinelli. Questa volta la collezione era particolarmente appealing: bellissimi colori estivi, ampia scelta di tessuti, modelli inediti, con una vestibilità sempre perfetta. Mi è piaciuta anche la sfilata di Versace: molti i capi in pelle, con una predominanza di nero e colori accessi, e numerosi gli outfit molto facili da indossare. Elegante e sofisticato lo show di Giorgio Armani, con luminosi toni di oro e blu e abiti molto leggeri, puliti e raffinati. Bottega Veneta è sempre molto forte, in particolare i modelli in pelle. Bene inoltre Philipp Plein, con i completi molto più puliti, un po’ di strass, nero e bianco e un tocco di colore. Tutto bilanciato, molto meno eccessivo. Come spettacolo Moncler è stato fantastico, direi indimenticabile. Coinvolgente la Twinsburg di Gucci e riuscito il debutto di Maximilian Davis da Ferragamo: decisamente più giovane, con inedite silhouette, materiali innovativi per una collezione discreta e fresca con una riuscita combinazione di colori bianco, beige, rosso, nero. Il suo è un inizio molto promettente. Anche la donna di Missoni disegnata da Filippo Grazioli è ringiovanita, grazie a stampe più fresche, abiti e completi più trendy. Forte e d’impatto il debutto in passerella di Bally: bellissimi capi, colori indovinati con un look classico, elegante e moderno. Tutta la collezione è bilanciata e facile da indossare. Per quanto riguarda il trend principale emerso, ho visto parecchi capi monocolore, meno stampe e un’abbondanza di colori accessi da Fendi, Versace e Alberta Ferretti, molta pelle da Bottega Veneta, Versace e Bally e una profusione di capi in denim e e di easy look da passerella per poter vestire nella quotidianità. In generale compreremo meno, perché non possiamo acquistare tutto e perché abbiamo tante restrizioni, per questo inseriremo anche nuovi brand. La situazione politica è difficile. Speriamo che tutto si risolva in un modo pacifico e più velocemente possibile».

Carla Cereda
Creative Director
Biffi Boutiques

«La settimana della moda appena trascorsa ci è sembrata eccezionale: tutte le sfilate sono state molto rappresentative del dna del brand che portavano in scena. Si è trattato di abiti molto indossabili e di classe. Milano ha dato molto al sistema moda, che ha risposto bene. Va citata, a tale proposito, la presenza importante e significativa di Moncler, che ha deciso di aprire il proprio show nel cuore della città. La collezione che ci ha maggiormente colpito è Bottega Veneta: un ready-to-wear portabile che dà enfasi alla preziosità dell’accessorio. Ritengo molto interessante l’approccio fresco e rispettoso della maison di Maximilian Davis per Ferragamo, arricchito da una coreografia d’impatto. In generale la prossima estate sarà connotata molta femminilità, anche nel quotidiano».

Marco Cateni
Ceo e buyer
Divo Boutique

«In questa edizione della fashion week la collezione che più ci ha colpito è Etro che, con il designer Marco De Vincenzo e la nuova proprietà, ha voltato pagina. A proposito degli altri debutti alla direzione creativa, quello di Maximilian Davis da Ferragamo è un grande cambiamento, sia stilistico che di rebranding, con il nuovo logo: si tratta sicuramente di uno slancio importante. L’esordio di Filippo Grazioli da Missoni è stato molto positivo, un sicuro ringiovanimento del marchio. I trend principali per la prossima estate penso saranno le camicie cropped e i pantaloni larghi a vita alta. I must have? Di certo i pantaloni larghi cargo».

Nella foto di apertura, da sinistra, Gucci, Prada e Bottega Veneta




an.bi., a.b., c.me., e.f. e a.t.
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