milano moda uomo

Prada top, Zegna d'impatto, Fendi perfetta: la fashion week in formato ridotto non delude i buyer

Partita in svantaggio a causa di Omicron, che ha compromesso il calendario e costretto alcune griffe a trasformare i loro défilé fisici in appuntamenti online, Milano Moda Uomo ha comunque saputo mettere in scena una serie di show dal forte impatto, che hanno sorpreso positivamente i buyer internazionali. A Milano, dicono, si è visto un grande lavoro sulle collezioni, con proposte capaci di coniugare sartorialità e portabilità, per un tailoring smart fatto di capi duttili, intercambiabili e trasversali. Ecco tutte le sfilate promosse dai compratori.

Bruce Pask
Men’s fashion director
Bergdorf Goodman & Neiman
Marcus

«Stavolta ho seguito la settimana della moda di Milano soprattutto virtualmente, felice di vedere un programma fitto di sfilate, video e presentazioni di designer, sia nuovi che affermati. Sarà una stagione all’insegna di un'eleganza incondizionata, animata da una quantità significativa di vestiti eleganti e sartoriali, benché indossati in modo rilassato e casual. Abbiamo anche notato un'enfasi sulle proporzioni oversize, con molte giacche e cappotti dalle spalle scese e pantaloni dal taglio ampio. Lo show di Prada, guidato dall'attore Kyle MacLachlan in soprabito da gentleman, ha portato in pedana magnifici capispalla, dove hanno spiccato i cappotti sartoriali. Molti avevano spalle pronunciate, chiusure asimmetriche e fasce di pelliccia sintetica attorno alle maniche e sugli orli. Si è vista una generosità generalizzata nelle vestibilità, specialmente nell'aggiornamento in chiave oversize dei bomber del marchio. La collezione Zegna, filmata nella riserva naturale dell'Oasi Zegna, ha unito proporzioni ampie a confini sfocati tra indoor e outdoor, con look stratificati dalle costruzioni naturali e tecniche, per abiti ibridi, ben fatti e allo stesso tempo funzionali. I pantaloni erano pieni e i maglioni over con motivi grafici, alimentando la crescente tendenza che stiamo vedendo nella maglieria. Ne è un esempio anche Missoni, che ha presentato una vasta gamma di maglioni colorati e audacemente geometrici, in particolare cardigan con bottoni sul davanti, abbinati a cappotti e giacche in maglia easy. Ha ribadito il concetto anche la capsule per lo sci di ispirazione alpina, che ha proposto una maglieria con disegni jacquard e cardigan colorati con zip. Dean e Dan Caten hanno presentato una delle loro migliori collezioni Dsquared2, la loro prima sfilata in due anni, dedicata ai grandi spazi aperti. Sono stilisti ispirati, che hanno creato look multistrato eccentrici ma credibili, combinando capispalla tecnici trapuntati, il denim tipico del brand e una maglieria vivace, talvolta indossata con pantaloncini imbottiti in piuma sovrapposti a legging, abbinati a boot e accessori da trekking. Fendi ha presentato una collezione lussuosa ed elegante con capispalla voluminosi, capi sartoriali ampi, ottimi tessuti con logo rétro e giacche di montone: un ottimo sfondo per l'ampia gamma di piccole borse da uomo in passerella. Queste borse in formato ridotto, spesso indossate a tracolla, continuano a guidare il nuovo corso della pelletteria maschile. Quanto a Brunello Cucinelli, mi ha fatto piacere vedere la nuova collezione nella showroom qui a New York City. Ha posto una grande attenzione all'eleganza e alla raffinatezza, temi della stagione, mostrando bellissime giacche e abiti sartoriali, molti indossati con camicie e cravatte, per enfatizzare l'attitudine a mettersi “in tiro”. Bellissimi maglioni colorati con lavorazioni fair isle sono stati sovrapposti a canotte tecniche in vivaci melograno e carota: due nuovi fantastici colori pop di stagione. Il velluto a coste è un elemento importante della collezione, visto negli abiti, nei pantaloni e nelle giacche in stile denim. Straordinari e lussuosi i capispalla in pelle scamosciata. I look sono stati abbinati a scarpe e stivali più dressy, per enfatizzare l’eleganza amplificata che vedremo per tutto il prossimo autunno-inverno».

Riccardo Tortato 
Head of buying department 
Tsum

«Ho visitato sia Pitti Uomo, sia Milano Moda Uomo. Partendo dal salone fiorentino, sono convinto che "the show must go on", se non altro per rispetto del grande lavoro fatto dalle aziende del made in Italy. A livello mondiale le cose vanno molto bene, sia in Russia che negli Stati Uniti, ma anche in Cina e nei Paesi arabi: merito anche delle eccellenti proposte dei marchi italiani, che vanno sostenuti. E la missione di Pitti è quella di supportare il made in Italy. A Milano le sfilate che ho trovato più interessanti sono state quelle di Zegna, Dolce&Gabbana, Dsquared2 e Prada, in quanto si è vissuto un clima di assoluta normalità. Non ho invece seguito gli show digitali: non mi comunicano molto e ho bisogno di vedere il prodotto di persona. Penso che il già citato Zegna, ma anche Brunello Cucinelli, Kiton e Santoni siano i brand che hanno espresso al meglio le tendenze vincenti per la FW 22/23, che secondo me vedranno in primo piano nel guardaroba maschile l'abito formale e calzature di pregio come quelle di Santoni, che considero il meglio che si possa trovare al mondo su questo tipo di articoli. Il mio giudizio su questa tornata della fashion week milanese (ma anche su Pitti) è influenzato dal dispiacere che ho provato di fronte alla defezione di qualche importante compratore straniero, che ha cancellato la propria presenza con largo anticipo, senza neanche considerare se fosse o meno possibile intervenire e come. Avrei inoltre preferito riuscire ad assistere a più appuntamenti in presenza e a visionare più marchi, ma purtroppo ho visto la città di Milano di nuovo penare per l'assenza di uno dei motori principali della sua economia. Mi rincuora, tuttavia, che nei mercati che ho citato, dove il business è in grande incremento, l'orizzonte sia sereno. Per quanto riguarda noi di Tsum, non facciamo eccezione: cresciamo sia nell'online che nel digitale e siamo fra i tre top department store al mondo. L'imperativo è spingere sull'innovazione e sull'esclusività di servizi e prodotti per i nostri clienti».


Mytheresa
Menswear Buying team
«Prada è stata la nostra collezione preferita: un ritorno al format della sfilata Uomo FW12, con gli attori di Hollywood in passerella, ma con nuovi dettagli e tessuti moderni. Riuscita anche la performance di Zegna, che ha reinterpretato i codici distintivi del marchio in modo ancora più elevato. Gli accessori imperdibili sono i guanti Prada e la borsa Weekender di Fendi. Zegna è stato l'autore della presentazione più bella della fashion week, mentre lo show più bello è stato senza dubbio quello di Miuccia Prada e Raf Simons. Il capo di stagione sarà il capospalla, in tutte le sue forme: dai soprabiti ai bomber e agli shearling, sono state molteplici le interpretazioni presentate in questa stagione. I pezzo must have della Fw22/23? Di certo un soprabito di Zegna. Magliano, invece, è il nome da tenere d'occhio tra i brand giovani e indipendenti».


Dean Cook
Menswear buying manager
Browns


«Prada ha rappresentato anche questa volta l’highlight della Milano fashion week. Non sai mai cosa aspettarti da questo brand, se non che tutte le volte si dimostra superiore alle aspettative. All’ultima sfilata Miuccia e Raf hanno nobilitato il tradizionale workwear, regalando a trench e tute da lavoro una nuova energia. Vincente anche il format scelto per lo show con la presenza di grandi star, da Jeff Goldblum a Kyle MacLachlan e altri divi di Hollywood. Una menzione particolare va a Brioni: questa stagione la collezione disegnata da Norbert Stumpfl (che ha lanciato anche sei look femminili, ndr) è stata davvero straordinaria. La leggerezza della sartoria decostruita e le silhouette morbide sono state ulteriormente esaltate sullo sfondo dello storico Palazzo Durini e non potevano che catturare la nostra attenzione. Abbiamo visto anche il lavoro di alcuni stilisti emergenti, anche se Milano può risultare una città difficile per i nuovi stilisti, in competizione con marchi così affermati nel calendario. Continuiamo a tenere gli occhi aperti, perché incubare e sostenere talenti ancora poco noti fa parte del nostro dna».

Nicholas Atteshlis
Zalando
Brand partnerships lead Zalando Designer


«Sono entusiasta di vedere molta sperimentazione per FW22 finora. La collezione pre-autunno di Balenciaga ha riavvolto l'orologio al grunge della metà degli anni '90, rendendola cool a livello intergenerazionale. Ho anche apprezzato i loro sforzi sostenibili nella costruzione delle loro collezioni, ad esempio, dai materiali di scarto. Prada, che è stata la mia sfilata preferita insieme a quella di Etro, ha elevato l'uniforme da lavoro con proporzioni architettoniche decise, esplorando sia l'abbigliamento da lavoro dei colletti blu che i riferimenti sartoriali tipici dei colletti bianchi. Il risultato è stato elegante e teatrale, con star di Hollywood come Jeff Goldblum interpretando ciò che il workwear maschile rappresenta per il futuro. Sono certo che i capispalla stampati e con cintura disegnati da Miuccia Prada e Raf Simons saranno l'autentico must di stagione. Dal mio punto di vista, la tendenza più convincente della FW22 è quella di fondere lo stile preppy americano con lo smart tailoring, dando un senso di disinvoltura ai look. Alcuni capi must-have sono i capi sartoriali degli anni '70, in particolare i blazer doppiopetto e le camicie rétro. Questi pezzi possono essere abbinati a pantaloni sportivi casual o pantaloni a gamba larga. Un altro capo irrinunciabile sono i pantaloni a gamba larga, ma in generale c'è una grande domanda di un tipo di abbigliamento smart. Gli accessori sono vitali nella creazione di look di tendenza: alcuni articoli must-have sono maxi occhiali da sole rétro, anelli con sigillo e penny loafers e marchi come Prada, Hermés, Loewe, Gucci e Dries Van Noten sono tutti fantastici nell'alimentare queste tendenze. Ma a Milano gli accessori più incredibili sono stati quelli presentati da Fendi. Merntre tra i giovani sono rimasto impressionato da JordanLuca per i tessuti insoliti utilizzati e per il convincente richiamo allo stile punk».

Federica Montelli
Head of Fashion
Rinascente


«Alla fine la pandemia ha condizionato più la fashion week che Pitti Uomo. In Fortezza da Basso in quasi due giorni abbiamo trovato quello che ci aspettavamo: marchi di prodotto molto forti e sempre più focalizzati su nuovi progetti sostenibili e piccole realtà, molto creative, ideali per nuovi inserimenti. A Milano invece il calendario così diluito ha reso l'atmosfera generale un po' soft. Il vero rammarico è per JW Anderson: se la sua sfilata fosse stata fisica, come previsto originariamente anziché digitale, sarebbe stato il momento clou della manifestazione. I capi erano molto creativi, ma l'evento digital ha diluito la portata del messaggio. In assoluto la collezione che ho preferito è stata quella di Fendi per il connubio tra prodotto creativo e portabilità. Le proporzioni erano perfette: slim al punto giusto, over senza esagerare. Prada, invece, mi è parsa meno forte di altre occasioni, anche se i singoli pezzi erano belli. Mi è piaciuto molto lo sforzo fatto da Dolce&Gabbana, che hanno costruito la loro collezione intorno all'esibizione del cantante Machine Gun Kelly e al suo modo di vestire tra pantaloni super slim e giacche a vita stretta e spalle larghe. Una sfilata così avrebbe meritato più trasporto da parte del pubblico. Bella Dsquared2, ma anche Etro, che stagione dopo stagione riesce a far convivere sempre meglio il tipico tema folk con un prodotto più giovane e fresco. La collezione di Zegna è sempre bella e continua a proporre un link molto bello tra casual e formale. Tra i giovani continuiamo a essere forti estimatori di Federico Cina. Quanto alle tendenze forte della prossima stagione direi che si rafforzano filoni già in atto: pantalone fluido, maglieria lunga e molto lavorata e il cappotto».

Ahmet Öcal
Buying and Merchandising Director-Men Merchandise Group
Beymen


«Anche se i casi di Covid in tutta Europa stanno crescendo sensibilmente, la Milano Fashion Week è riuscita ad accogliere una serie di sfilate fisiche di forte impatto, insieme agli appuntamenti digitali. Purtroppo per quanto ci riguarda abbiamo dovuto cancellare la nostra trasferta a Milano, a causa dell'aggravarsi della situazione. Per quanto riguarda i marchi vincenti, ci sono tre diverse espressioni di tailoring italiano che hanno fatto importanti dichiarazioni a questa edizione. Il cambiamento di Zegna non è solo nel nome ma è un nuovo modo di definire il modo in cui vestiamo: Alessandro Sartori sta ridando forma alla collezione ponendo l'enfasi su comfort, design e funzionalità. Kiton ha interpretato il suo dna con un inedito approccio, scommettendo su silhouette moderne, confortevoli e super luxury. Brunello Cucinelli ha abbinato le sue giacche soft sport a pantaloni modello carota colorati per dare vita a una nuova idea di eleganza. La sfilata di Etro è stata la prova assoluta di come il brand stia virando verso proposte molto più giovani e moderne. Quella di Dolce&Gabbana avrebbe potuto intitolarsi scegli il tuo avatar: insiema al cantante e dj Machine Gun Kelly gli stilisti hanno aperto la porta al metaverso. Per quanto riguarda il trend vincente, assisteremo al ritorno all'eleganza e alla raffinatezza, interpretate in modo diverso da ciascuna griffe. Abbiamo visto molte giacche cropped, lunghi cappotti con spalle esagerate, pantaloni e maglieria in tinte accese e molte diverse sfumature del colore bordeaux. Per quanto riguarda gli accessori, vincono i guanti abbinati agli zaini di forma triangolari di Prada, le scarpe sagomate dalla punta squadrata e gli stivali in Eva foam di Alyx e gli O'Lock Loafers di Fendi. Per quanto riguarda il budget della prossima stagione siamo cautamente positivi. Sebbene il 2021 sia stato uno degli anni più imprevedibili a causa della pandemia, per noi è stato uno dei migliori in termini di performance. Spero che avremo gli stessi risultati nel 2022».

Andrea Selvi
Menswear buyer
LuisaVia Roma

«Quella di Pitti Uomo è stata un’edizione positiva con molto ottimismo più di quello respirato a Milano, dove le assenze delle sfilate hanno pesato più del previsto. A Firenze aziende e negozianti erano tutti motivati, anche perché le vendite a novembre e dicembre sono andate bene e molti sono convinti che la frenata dello shopping di questi giorni, dovuto alle quarantene, sarà di breve durata. Sul fronte del prodotto, a Pitti si sono viste poche novità: tanta sostenibilità e tante sneakers anche se con un po' di ricerca in più che ha portato ad alcuni esperimenti come la doppia tomaia. A Milano la sorpresa più bella è stata Fendi, con gioielli come orecchini, collier e spille, trasformati in accessori best seller di stagione. Sorprendente anche per la scelta di riscoprire silhouette e capi dimenticati, come lo smoking. Forte anche Etro che sta portando avanti un progetto di riposizionammo davvero molto interessante e dopo aver vestito i Maneskin ha proposto una collezione con diversi spunti interessanti per un pubblico nuovo. Prada, invece, è la sfilata da cui mi sarei aspettato di più: ho trovato la collezione un po' semplice e mi pare che Raf Simons stia prendendo il sopravvento dal punto di vista creativo. Mi è piaciuto lo show di Dolce&Gabbana: che bello è stato vedere musica dal vivo. Bravi. Sul fronte giovani mi sarei aspettato di più da Jordanluca, mentre continuiamo a sostenere il lato romagnolo di Federico Cina, che ci piace molto. Cappotti e pantaloni comodi saranno i trend forti di stagione, mentre sul fronte dei colori il nero la farà ancora da padrone, con bianchi caldi ed écru di sottofondo. Per noi di LuisaViaRoma quella che è iniziata si preannuncia come un’ottima stagione. Il progetto di entrare in Borsa a breve ci spinge a crescere a portare avanti progetti sempre nuovi. I budget saranno ancora una volta in crescita come negli ultimi 4 anni e si concentreranno su brand con cui lavoriamo, ma resta a anche una quota riservata per le novità di stagioni».

Tiziano Cereda
Biffi Boutiques
Amministratore Delegato


«In questa edizione della fashion week maschile abbiamo apprezzato particolarmente la creatività bizzarra e attualissima di JW Anderson, che è stata una bella conferma, ma anche Zegna, con le sue proposte raffinate, dall’eleganza morbida e rilassata, come pure le fantasie gioiose di Etro. Una menzione speciale merita la retrospettiva realizzata da C.P. Company per i 50 anni del marchio. Fra i brand emergenti ci hanno colpito Federico Cina, Magliano, A Personal Note 73 (APN73) e Spyder. Il prossimo inverno vede la riconferma di un’eleganza rilassata, dai volumi morbidi e gender-fluid. Restano importanti le proposte outerwear  - interessanti, ad esempio quelle di K-Way - e ci aspettiamo un mood colorato e gioioso, come quello portato in passerella da Etro e JW Anderson. Per la prossima stagione fredda prevediamo di aumentare i budget».

Olga Mironova
Owner
Boutique XXI Secolo



Le sfilate del menswear questa volta sono state particolarmente belle e d'impatto. Una delle mie preferite in assoluto è stata Dolce&Gabbana, uno show fantastico con un messaggio giovane, forte e positivo, dove Machine Guy Kelly ha sfoggiato due look forti in bianco e nero in apertura e chiusura. La collezione è fresca ed è cambiata molto. Linee, tagli e proporzioni: è tutto nuovo. Il dna della griffe è stato rivisto ed espresso in maniera inedita. Cappotti, piumini e giacche over hanno sempre le spalle larghe, i colori sono molto forti e tra i capispalla ci sono anche le pellicce. Bellissima anche la sfilata di Prada con un cast fenomenale. Accanto ai modelli abbiamo potuto vedere stelle del cinema di livello mondiale come Kyle MacLachan, Filippo Scotti, Jeff Goldblum, Tom Mercier, Damson Idris e altri. La collezione è davvero riuscita: una combinazione tra streetwear ed eleganza, tessuti tecnici e pelle. Tantissimi abiti e tute da lavoro sono abbinati a capi eleganti e iconici del guardaroba maschile come cappotti, giacche e trench di pelle. Un look che nasce dall'incontro tra due mondi contrastanti. L'insieme è molto bilanciato e sofisticato: un mondo non esclude altro. Tra le sfilate più interessanti c'è anche Fendi: un'interpretazione di epoche passate, molto leggera, fresca e con bellissimi dettagli e combinazioni di colori riuscite. Una vera eleganza che durerà per anni. Per il nostro mercato uno dei marchi vincenti è Brunello  Cucinelli, che propone uno stile semplice e allo stesso tempo elegantissimo. La collezione è bellissima e facile da combinare, con tessuti di qualità molto alta e una vestibilità perfetta. Tra le presentazioni digital spicca quella di JW Anderson, che propone un visione molto particolare e fresca. Anche i capi da donna erano molto interessanti. Per quanto riguarda il trend generale emerso da questa tornata di appuntamenti ho notato tantissimi capispalla con le spalle ampie, come i capotti da Zegna, Brunello Cucinelli, Prada, Fendi, le giacche con le spalle larghe di Dolce&Gabbana e Prada, le pellicce di Fendi e Dolce&Gabbana, i trench in pelle di Prada. Tra gli accessori spicca l'ampia scelta di borse in formato grande.

Nella foto, da sinistra, le sfilate di Fendi, Prada, Zegna.


an.bi., a.b., e.f., a.t. e c.me.
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