talk inaugurale in zona Tortona

WSM: «All’Onu pronti a un tavolo sulla sostenibilità»

Un tavolo multi-stakeholder per iniziative concrete in materia di sostenibiltà: Maria Teresa Pisani dell’Unece (United Nation Economic Commission for Europe) ha lanciato la proposta a WSM-White Street Market.

Questo mentre l’evento milanese business&consumer dedicato alle culture street, di scena in zona Tortona fino al 17 giugno, auspica di diventare un punto di riferimento per chi sta investendo sulla sostenibilità, come dichiarato da Massimiliano Bizzi, patron di White, alla conferenza di apertura del salone-evento, moderata da Marc Sondermann, direttore di fashionmagazine.it e Fashion.

Pisani, che fa parte della divisione Economic cooperation and trade all'interno della commissione delle Nazioni Unite, ha annunciato l’intento di convocare la filiera della moda, le associazioni dei consumatori, esponenti della cultura, accademie e fondazioni per confrontarsi e avviare iniziative in ottica sostenibile, «come scelta etica e opportunità di business».

Tra i progetti c’è l’uso delle tecnologie blockchain per la tracciabilità della filiera, affinché i consumatori siano correttamente informati. Inoltre, entro due anni si dovrebbe arrivare a realizzare uno standard delle Nazioni Unite per la tracciabilità.


«Il vantaggio della moda italiana è che nella percezione comune è già leader sul fronte della sostenibilità», ha osservato all'inaugurazione Carlo Capasa, presidente di Camera Moda. Capasa ha ricordato uno studio di McKinsey che avalla questa affermazione e da cui emerge che i department store intendono raddoppiare la quota di prodotti sostenibili in offerta entro tre anni.

Marina Spadafora, che coordina Fashion Revolution in Italia, ha anticipato che uno dei prossimi step del movimento per una moda più responsabile sarà una mappa per il consumatore che vuole vestire sostenibile. «Ciascuno è libero - ha specificato - di pagare o meno chi rovina il pianeta e non rispetta i lavoratori».

Inoltre c’è l’idea di avviare progetti di recupero degli stock delle aziende di abbigliamento, perché non vadano svenduti o all’inceneritore ma vengano valorizzati.


«Spero che questa fiera aperta a tutti, dove si può vedere ma anche pensare, possa coinvolgere anche altre manifestazioni», ha affermato Francesco Tombolini, al vertice di Camera Buyer.

All’inaugurazione sono intervenuti anche Matteo Ward, co-fondatore della design company Wråd e direttore artistico del progetto di WSM Give a fok-us (in questa edizione focalizzato sull'acqua, risorsa fondamentale del pianeta), come pure rappresentanti di Confartigianato e Ice, che credono nell’evento come veicolo per dare risalto alle Pmi virtuose della moda. 

L’assessore del Comune di Milano, Cristina Tajani, ha concluso: «Non dobbiamo dimenticare che sarà quella che viene ormai definita generazione Greta a guidare un domani anche le scelte d’acquisto».



e.f.
stats