Milano 47esima, Roma 65esima

Barometro Mercer: Hong Kong resta la città più cara al mondo

Per il terzo anno consecutivo Hong Kong è la città più cara al mondo, come risulta dalla più recente edizione del barometro annuale pubblicato da Mercer, che vuole orientare chi si deve trasferire all'estero per lavoro.

Nel suo 2020 Cost of Living Ranking la società americana di consulenza, specializzata nelle risorse umane, ha classificato 209 città nel mondo, mettendo a confronto i prezzi di 200 voci di spesa fra beni e servizi (abbigliamento, cibo, case, trasporti, utility, per citarne alcune).

Tra le prime 10 città, sei sono in Asia. Il resto della top 10 vede co-protagonisti la Svizzera (Zurigo quarta città più cara, Berna ottava e Ginevra nona) e gli Stati Uniti con New York (sesta). Tokyo è retrocessa dalla seconda alla terza posizione, mentre Singapore è scisolata dalla terza alla quinta. Movimenti su cui influiscono i tassi di cambio e l'inflazione, come spiegano gli esperti di Mercer. Pechino scende invece dall'ottavo al decimo livello.

La seconda città più costosa è Ashgabat, capitale del Turkmenistan, in Asia Centrale. Questo per effetto della crisi economica del Paese, che porta a una carenza di valuta estera e quindi a problemi nelle importazioni, ma dove l'immigrazione di forza lavoro è scarsa. 

La forza del dollaro ha reso più cara la vita degli stranieri nelle città americane. Per questo oltre a New York, che sale di tre gradini, figurano entro la prima ventina anche San Francisco, che resta al 16esimo posto, e Los Angeles, che avanza dal 18esimo al 17esimo posto.

In Europa perdono terreno città come Milano (47esima, dal 45esimo posto), Parigi (50esima, dal 47esimo posto), Roma (65esima, dal 55esimo posto) e Francoforte (76esima, dal 74esimo posto).

Londra guadagna quattro livelli e diventa la 19esima città più cara, per via dell'apprezzamento della sterlina rispetto alle maggiori valute mondiali.

Le città dove la vita è meno costosa sono Bishkek (Kyrghizistan), Tashkent (Uzbekistan), Windhoek (Namibia) e Tunisi (Tunisia).

La rilevazione dei prezzi è avvenuta tra febbraio e marzo, quando la maggior parte dei Paesi non erano ancora impattati dalla crisi legata al Covid-19.

Tenendo conto dell'accessibilità a un campione di beni e servizi, rilevata in aprile in un numero più limitato di città rispetto al campione del barometro, la pandemia sembra non avere avuto impatti sulla classifica. Tuttavia gli esperti di Mercer prevedono che influenzerà le migrazioni di salariati e la loro mobilità. Qualche residente all'estero non sarà più motivato a restare e altri rinunceranno a partire, anche se per ora non si possono prevedere le dimensioni del fenomeno.

e.f.
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