MODA CIRCOLARE

Burberry si allea con il big del second hand The RealReal

Anche il lusso comincia a ragionare in ottica di circular fashion. Burberry ha infatti stipulato un accordo con il reseller americano The RealReal, per incentivare i clienti a vendere i loro pezzi iconici sul markeplace dell’usato e avere ulteriori opportunità di acquisto nei negozi della griffe inglese.

Burberry non venderà direttamente i suoi prodotti tramite il sito, ma premierà i consumatori che lo fanno: chi vuole rifarsi il guardaroba e usufruisce della piattaforma otterrà infatti un incentivo per una nuova esperienza di shopping nelle 18 boutique Burberry disseminate negli Usa.

«Speriamo non solo di sostenere un futuro più circolare, ma di incoraggiare i consumatori a prendere in considerazione tutte le opzioni a loro disposizione quando stanno cercando di rinfrescare i loro armadi», ha affermato Pam Batty, vice president of corporate responsibility di Burberry.

Per il brand disegnato da Riccardo Tisci si tratta di una mossa di rilancio dopo le polemiche scaturite l’anno scorso e legate al fatto che la maison, come altri marchi del lusso, era solita distruggere gli articoli invenduti, per proteggersi dai falsi ed evitare che ci fossero troppe proposte a prezzi scontati in circolazione. Ma anche di un ulteriore step in chiave green.

A inizio 2019 Burberry ha infatti dichiarato che da qui al 2025 sarà plastic free, rendendo riciclabile, riutilizzabile o compostabile il suo packaging, in base alle regole del New Plastics Economy Global Commitment della Ellen MacArthur Foundation, cui ha aderito l'anno scorso.

Un patto, firmato da questa e altre realtà della moda ma non solo, volto ad abbattere lo spreco di plastica e combattere con ogni mezzo l'inquinamento.

Burberry non è la prima azienda di lusso a collaborare con The RealReal. Nel 2017, Stella McCartney è diventata una delle prime designer ad appoggiarsi al re-commerce statunitense, offrendo un buono di 100 dollari ai consumatori che vendevano i propri prodotti sulla piattaforma, da spendere successivamente nei negozi della griffe, offline e online.

Un altro colosso del lusso come Richemont, proprietario di marchi di orologi e gioielli di fascia alta come Cartier e Jaeger-LeCoultre, ha investito nel second hand rilevando il marketplace di segnatempo vintage Watchfinder, che negli ultimi anni ha visto crescere costantemente le sue vendite.

Del resto è un fatto che il mercato dell’usato, sostenuto da consumatori progressivamente più eco-conscious, sta galoppando: stando al Resale report 2019 della piattaforma statunitense ThredUp, nei soli Stati Uniti vale oggi 24 miliardi di dollari, ma arriverà a 51 nel 2023.

a.t.
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