Molti brand dovranno «rimodellarsi»

EY traccia il profilo di cinque consumatori post-pandemia

Il post-pandemia sta segmentando i consumatori ed è bene che i brand abbiano ben presente i loro profili. I tratti salienti sono stati individuati da EY attraverso il sondaggio mensile Future Consumer Index (concluso l'8 giugno), focalizzato sul comportamento e il sentiment di un campione di 14.074 persone in 18 Paesi .

Il 30% degli intervistati appartiene alla tipologia "affordability first": il consumatore più pessimista del campione in merito alla ripresa del Paese in cui vive e al ritorno della stabilità finanziaria. Più della metà ritiene che il prezzo sia sempre più importante.

Ma c'è anche il consumatore "la salute prima di tutto" (26% del totale) che preferisce marchi e prodotti di cui si fida per essere sicuro e ridurre al minimo rischi inutili. Il 57% di questo gruppo afferma di prestare attenzione soprattutto a quanto siano sani i prodotti che acquista.

Il tipo "planet first" (17%) è disposto a pagare un premio per beni di alta qualità, etici e sostenibili. Più della metà di questo gruppo intende fare acquisti a livello locale e a lungo termine.

Il consumatore "la società prima di tutto" (16%) crede che tutti dovrebbero lavorare insieme per il bene comune: il 73% è pronto a cambiare il proprio comportamento per favorire la società. Preferisce acquistare da organizzazioni oneste e trasparenti su ciò che fanno.

L'ultimo segmento è quello "experience first" (11%) che vive momento per momento ed è il meno preoccupato per la propria salute e le finanze personali. Due terzi di questo gruppo si sentono a proprio agio nel tornare in un centro commerciale pochi giorni o settimane dopo che la pandemia si è stabilizzata.

Dall'indagine della società di consulenza emerge che raddoppiano i consumatori desiderosi di "tornare alla normalità" (dal 20% al 40% del totale). Tuttavia, il 50% si aspetta ancora che la propria vita cambi in modo significativo nel lungo periodo. Il 53% ritiene inoltre che il virus abbia portato a una rivalutazione dei propri valori e del modo in cui guarda alla vita.

Da tenere presente pure che il 62% del panel dice che sarà più consapevole e cauto in merito alla propria salute fisica e che il 58% in futuro si concentrerà sempre di più sul rapporto qualità/prezzo.

«Sarà importante capire come servire un consumatore più attento ai valori e alla salute, ma anche che richiede marchi propositivi, che riflettano i propri valori ambientali e sociali - commenta Kristina Rogers, EY Global consumer leader -. I leader aziendali dovrebbero concentrarsi sul rimodellamento dei loro portafogli, in modo che siano pertinenti rispetto al futuro consumatore, fornendo customer journey digitali che riflettano il modo in cui i consumatori si comporteranno e creando la trasparenza necessaria per garantire la fiducia dei consumatori».

«Molte aziende - dice Andrew Cosgrove, leader EY per la Global consumer knowledge - credono di avere già il portafoglio, il marketing e la catena di fornitura giusti. Tuttavia, pochi sono abbastanza resilienti da soddisfare queste aspettative elevate dei consumatori. L'efficienza è importante, ma deve essere bilanciata in base alla necessità di continuare a sviluppare le capacità che guideranno la crescita».

e.f.
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