Napoleone dialoga con Ice per il web

Pitti Connect pronto ad aprire a fiere terze. Intanto Cucinelli dice no al salone in settembre

Sui prossimi eventi della moda gravano una serie di incognite, in primis l'affluenza di visitatori stranieri. Così Pitti Immagine, artefice della piattaforma digitale Pitti Connect, evoluzione di e-Pitti, sta valutando con l'agenzia Ice e il ministero degli Affari Esteri la possibilità di offrire una soluzione online anche a fiere terze.

In parallelo si trova a dover fronteggiare anche un primo "no" eccellente alla prossima data di Pitti Uomo, slittato da giugno al 2-4 settembre. Si tratta di Brunello Cucinelli, che in un’intervista pubblicata da La Stampa afferma: «Fare Pitti il 2 settembre non serve a niente, io l'ho detto chiaramente e non ci saremo».

Come emerso da una serie di interviste pubblicate l'8 aprile da fashionmagazine.it, altri espositori al momento sono in dubbio, mentre alcuni hanno deciso di confermare la loro presenza all'evento fiorentino, soprattutto per dare un segnale positivo, di ripartenza, nonostante siano consci che scarseggeranno i visitatori stranieri.

Tornando alle nuove iniziative digital di Pitti Immagine con Ice, sono state anticipate dal ceo Raffaello Napoleone a l'Economia del Corriere della Sera. «L'idea è di mettere a punto, prima dell'estate, una nuova piattaforma web, che sarà utilizzata dai prossimi appuntamenti di Pitti confermati per settembre e poi messa a disposizione anche di eventi terzi».

«Le fiere fisiche - ha aggiunto - ripartiranno ma con meno espositori e meno buyer, perché ci sarà anche una mobilità contenuta da Paese a Paese, oltre a misure di distanziamento sociale, cui stiamo già lavorando in vista dei prossimi appuntamenti. Un supporto digitale sarà irrinunciabile».

Pitti Immagine ha cominciato a sviluppare una fiera digital nove anni fa, partendo da una collaborazione con il Mit di Boston, che ha portato anche al lancio dell'evento annuale e-P Summit, dedicato alla moda e alle tecnologie. Il progetto è decollato con Fiera Digitale, rilevata interamente da Pitti un anno fa. «L'idea - racconta Napoleone - era già quella di diventare in futuro fornitori di una piattaforma aperta anche a terzi e l'emergenza sanitaria ha accelerato i tempi».

A oggi il progetto ha comportato investimenti per un milione e 50mila euro. Il business ha raggiunto velocemente il breakeven perché sin dagli inizi il servizio di e-Pitti è stato compreso nel prezzo al metro quadro degli stand. La piattaforma permette di continuare il dialogo degli espositori con i visitatori della fiera ma anche di raccogliere gli ordini.

«Adesso - conclude Napoleone - grazie anche al lavoro congiunto con Ice, che ha messo a disposizione delle riunioni del team di lavoro un suo delegato, aperto al dialogo anche con i fornitori tecnologici, tutto è pronto per varare una soluzione digitale di portata nazionale».

e.f.
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