effetto domino in calendario

Le fiere Usa slittano a settembre. E sulle sfilate è ancora tutto da decidere

L'emergenza sanitaria negli Stati Uniti ha portato a un nuovo assetto del calendario fieristico. Le rassegne newyorkesi dedicate al menswear di luglio e quelle femminili di agosto slittano a settembre, mentre il Magic resta al Las Vegas Convention Center dal 17 al 19 agosto. Intanto si attendono decisioni circa le sfilate maschili e quelle femminili. E qualcuno esprime i suoi dubbi.

A seguito della decisione di annullare le kermesse femminili, in calendario il  4 e 5 maggio al centro Jacob K. Javits, Informa, la società organizzatrice, ha deciso di spostare nella stessa location, dal 22-24 settembre, Project NY, lo show dedicato alla moda maschile, che avrebbe dovuto tenersi dal 19 al 21 luglio a New York.

Insieme a Project NY, le manifestazioni organizzate da Liberty FairsNew York Men's ManNyc, non saranno più a luglio ma a settembre. Non si conoscono ancora le date, ma dovrebbero coincidere con quelle di Project, come al solito.

Vengono annullati invece gli appuntamenti con la moda donna e bambino di agosto, ossia IntermezzoFameModaAccessorie CircuitAccessories the Show Children's Club, che avrebbero dovuto avere luogo al Javits Center dal 2 al 4 agosto. Gli espositori saranno accolti infatti all'interno di CoterieModa Fame dal 22 al 24 settembre, sempre al Javits, come ha spiegato a wwd.com Nancy Walsh, presidente del portfolio di moda di Informa Markets.

Il Magic, on schedule dal 17 al 19 agosto, rimarrà al Las Vegas Convention Center, insieme a Micam, il nuovo show frutto della liaison con il salone italiano (alla seconda edizione), Sourcing at Magic (che si apre il 16 agosto) WwdmagicProject Men's Project Women's.

Anche LibertyAgenda e il Pga Show si terranno a Las Vegas ad agosto e dovrebbero seguire l'esempio di Magic.

Ci si domanda a questo punto se le aziende europee saranno in grado di volare a New York entro settembre per partecipare alle rassegne, considerando anche che al momento il Javits Center viene temporaneamente utilizzato come ospedale da campo gestito dalla Guardia Nazionale degli Stati Uniti.

Come già riportato, il Council of Fashion Designers of America ha dichiarato che la New York Fashion Week: Resort (dedicata al womenswear) sarà annullata e che la New York Fashion Week: Men's, originariamente prevista per giugno, verrà rinviata.

«Speriamo di poter prendere presto una decisione - ha dichiarato Steven Kolb, presidente e amministratore delegato del Cfda a proposito delle sfilate di moda maschili -. Abbiamo parlato con i dirigenti delle fiere e stiamo tenendo tutto in sospeso, fino a quando la situazione legata alla pandemia non sarà più chiara».

Per quanto riguarda le sfilate di moda femminili di New York, Kolb ha ribadito che anche in questo caso è «troppo presto» per prendere decisioni al riguardo, ma ha riconosciuto che «sarà un settembre diverso».

Spostare le fiere della moda maschile di New York a settembre sarà particolarmente duro per i player del settore, per motivi organizzativi e di tempistiche, ma Milano alla fine ha preso questa decisione.

D'altra parte la fashion week uomo di New York ha perso sempre più appeal e numero di espositori nelle ultime stagioni, fino alla decisione dello scorso anno di spostare le date agli inizi di giugno, in concomitanza con la resort donna.

Chissà che il nuovo assetto non porti una ventata di novità e che l'accorpamento di molti appuntamenti non diventi un fattore di forza, con settembre a fare da momento clou.

A proposito del glamour insito nelle sfilate intese in senso tradizionale sono in molti a manifestare perplessità, come ha fatto di recente Marc Jacobs in occasione dell'iniziativa Vogue Global Conversation, andata in scena il 14 aprile.

«La scorsa stagione erano presenti davvero poche persone a New York e in pochi hanno sfilato – ha dichiarato lo stilista -. Adesso è irrealistico pensare a invitati, modelle, giornalisti e make up artist che prendono un aereo per una passerella. Dovremo avere pazienza. Credo che la modalità di fare vestiti e di presentarli tramite uno show forse non esisterà più».

c.me.
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