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Nike, Wal-Mart e persino Lvmh: tutti contro la "tassa di rettifica" di Trump

Anche Lvmh scende in campo contro Donald Trump, schierandosi a fianco di oltre 100 nomi tra cui Nike, Wal-Mart e Target, sostenuti dalle principali associazioni statunitensi del commercio, per contrastare una proposta repubblicana sui sistemi di tassazione applicati alle importazioni negli Usa.

 

Si tratta di una coalizione trasversale, a livello sia merceologico (va ben oltre il settore della moda), sia di target di riferimento. Come si legge sui media, l'obiettivo è formare un'associazione, che dovrebbe chiamarsi Americans for Affordable Products, volta a sensibilizzare i consumatori finali sulle conseguenze di una eventuale "rettifica" fiscale alle frontiere (Border Adjustment Tax), in base alla quale le imprese statunitensi avrebbero benefici fiscali sui ricavi da esportazioni, mentre non potrebbero più detrarre i pagamenti ai fornitori stranieri, incluse le società controllate.

 

In pratica, importare diventerebbe più oneroso ed esportare più favorevole. Un provvedimento che rientra in un più ampio pacchetto di misure protezionistiche da parte dell'amministrazione Trump e che, secondo gli oppositori, sfocerebbe in un aumento anche consistente - si parla in media di un +20% - dei prezzi al pubblico di abbigliamento, cibo e persino gas.

 

Di fatto, quasi tutte le merci acquistate dagli statunitensi sono interamente o in parte fatte fuori dal loro Paese, un fenomeno cresciuto negli ultimi anni nel contesto di una corsa generale al contenimento dei listini, anche per contrastare la concorrenza senza esclusione di colpi dell'e-commerce (nella foto, un'immagine ripresa dall'account Instagram di Trump).

 

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