NEGOZI A PROVA DI CORONAVIRUS

Sanificazione dei vestiti e gel alle casse: allo studio lo shopping nella Fase 2

Con il possibile sblocco del lockdown non ci sarà certo un liberi tutti, ma un primo allentamento delle misure restrittive, con prudenza e per gradi, come ha caldeggiato la task force guidata da Vittorio Colao.

Tra i primi a rivedere la luce saranno alcune imprese e negozi, tra cui quelli di abbigliamento e calzature, mentre solo in un secondo momento scatterà il semaforo verde per i centri commerciali.

Le decisioni, come scrive oggi il Corriere della Sera, saranno prese sulla base di un protocollo nazionale unico, che verrà declinato su base territoriale, ma in ogni caso minimo comune denominatore per poter alzare le saracinesche sarà quello di essere in grado di garantire la sicurezza di personale e clienti.

Le armi per tenere a debita distanza il coronavirus dovranno essere affilate, per non rischiare un'ondata di ritorno e vanificare gli sforzi fatti finora: in primis quelle da protocollo, ossia mascherine e guanti, la distanza minima di un metro, gli ingressi contigentati con le file all'esterno e i dispenser di gel disinfettante alle casse.

Ma oltre a queste misure ce ne sono altre allo studio per minimizzare i rischi di contagio: in primis quella della sanificazione dei camerini, ma anche dei vestiti che verranno provati dai clienti, in modo da garantire la massima igiene.

Altra proposta sul tavolo è quella di ridurre l'affluenza, e quindi i possibili assembramenti, prolungando gli orari e, magari, estendendo le aperture sette giorni su sette per quelle realtà che saranno in grado di sostenere le spese.

Misure straordinarie che dovrebbero consentire la ripresa delle attività e traghettare il commercio nella fase obbligata di convivenza con il virus, in attesa dell'auspicato ritorno alla normalità.

a.t.
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