Nei primi nove mesi del 2019

L'export di moda italiana cresce del 6% e la Svizzera sorpassa Francia e Germania

Con un totale di 42 miliardi di euro nell'arco dei primi nove mesi del 2019, l'export di moda italiana nel mondo ha messo a segno un +6% tra abbigliamento, accessori e calzature. Prima destinazione la Svizzera, che cresce del 55,2% e supera Francia e Germania, grazie al forte aumento di calzature, borse e abbigliamento. Lo rivela una ricerca realizzata da Promos Italia e dalla Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza Lodi, basata su dati Istat.

 

Ora si temono gli effetti della crisi sanitaria in Cina. «Il coronavirus purtroppo sta già avendo i primi effetti sugli scambi in particolare per le imprese attive con partner cinesi - spiega Giovanni Da Pozzo, presidente di Promos Italia -. La Cina è l'ottava destinazione dell'export del fashion italiano: con 1,7 miliardi pesa il 4% e cresce del 5% in un anno, numeri importanti che testimoniano l'importanza di contenere il più possibile le ricadute di questa emergenza per il business delle nostre imprese».

 

Come evidenzia il sondaggio, nei primi nove mesi del 2019 sono aumentate in particolare le esportazioni di abbigliamento (+7,6%), per un totale di oltre 14 miliardi di euro, di borse (+12,8%) con 9,5 miliardi, di calzature (+5,4%) con 8 miliardi circa e di maglieria (+6,3%) con 2,7 miliardi.

 

I tre principali mercati di sbocco del 2019 sono la Svizzera (14% del totale, in progress del +55,2%) che sorpassa la Francia (10,4%, +5,5%) e la Germania (8,4%). Va specificato che la Svizzera è un mercato che in primis è una piattaforma logistico-commerciale per molti operatori del settore.

 

Nel periodo in esame la Svizzera è stata il principale partner per abbigliamento borse e pelletteria, Hong Kong per abbigliamento sportivo e pellicce, la Germania per tessuti, camicie, T-shirt e intimo, la Francia per maglieria e tappeti, gli Stati Uniti per biancheria per la casa, la Romania per filati, passamanerie e bottoni.

 

Tra i Paesi in forte progressione spiccano la Corea del Sud (+14,7%), il Giappone (+10,8%) e gli Stati Uniti (+7,8%).

 

Analizzando gli andamenti per prodotto, si evidenzia il grande rialzo dei filati in Corea del Sud (+10,7%), dei tessuti in Giappone (+14,5%), dell'abbigliamento in Svizzera (+44,9%) e in Austria (+22,9%), delle proposte sportive sempre in Austria (+49,5%), della maglieria in Svizzera (+62,1%), delle borse in Svizzera (+92%) e Corea del Sud (+17,7%) e delle scarpe in Svizzera (+26,6%) e Polonia (+21,5%).

 

Tra le città al top nell'export di moda Firenze, che brilla per le calzature e la pelletteria, ha registrato un +55,1% portandosi a quota 6,6 miliardi di euro, mentre Milano, che eccelle alla voce abbigliamento, ha registrato un +7% (5,6 miliardi). Terza è Vicenza con il +2,9% (3,4 miliardi). Superano il miliardo di export anche Treviso, Prato, Reggio  Emilia, Verona, Bologna, Piacenza, Biella e Como. Biella prima per fibre tessili, Prato per tessuti.

 

La Lombardia, prima regione per export di moda con 10,4 miliardi, rappresenta un quarto del totale italiano ed evolve del 3,5%. Supera i 10 miliardi anche la Toscana (+26%), seguita dal Veneto con 8 miliardi. I prodotti lombardi che incrementano di più le vendite fuori dall'Italia sono le calzature (+11,4%) e gli articoli di abbigliamento (+7,2%).

 

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c.me.
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