Nel cuore della campagna toscana

Fendi inaugura la nuova Factory della pelletteria: 30mila metri quadri amici dell'ambiente

Taglio del nastro a Bagno a Ripoli, vicino Firenze, per il nuovo polo Fendi Factory, che nella campagna toscana dà vita a uno stabilimento ultramoderno in chiave green. Dove un tempo c’era la Fornace Brunelleschi è nato un complesso all’insegna della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale, con una superficie di 30mila metri quadrati di cui 13mila coperti e 3.500 ricoperti da pannelli solari, sviluppati su una superficie di otto ettari.

Progettato inizialmente dallo studio di architettura Piuarch di Milano, il concept è stato poi sviluppato internamente dal dipartimento di architettura della casa di moda.

Da quanto si dice, il progetto avrebbe comportato un investimento da 50 milioni di euro, il più grande mai sostenuto in Italia del gruppo Lvmh a cui Fendi fa capo e darà lavoro a 700 persone.

Il complesso, progettato rispettando i requisiti necessari per ottenere la certificazione Leed Platinum entro il 2023, nasce all’insegna del dialogo tra spazi interni ed esterni. È composto da un edificio sviluppato su un unico livello principale, che ospita tutte le funzioni (produzione, laboratori, uffici, servizi), un piano interrato per il parcheggio e un primo piano con la canteen affacciata sul giardino pensile.

Le pareti interne e quelle perimetrali sono realizzate in vetro, per garantire la massima luminosità e consentire al personale di godere della vista sulla campagna toscana e sui vari cortili. All’interno gli spazi sono stati concepiti in modo da consentire una facile circolazione di persone e merci.

I sette ettari di verde comprendono un oliveto di 700 piante, che assicurano una produzione di olio da parte della fabbrica stessa fino a 900 litri l’anno. Nei nove cortili vetrati interni sono presenti specie arboree della macchia mediterranea.

Tutti gli arredi, così come le piastrelle in cotto impiegate, sono made in Italy e, in sintonia con i principi di sostenibilità da cui è nata la fabbrica, i mobili imbottiti e le pelli di stock sono stati riutilizzati ed è stata data loro una seconda vita.

Una seconda vita, inoltre, viene data anche ai pezzi d'arte provenienti dalla collezione interna e dall'archivio di Fendi.  

«L’Italia è sinonimo di tradizione, storia, bellezza e soprattutto di eccellenza. Per questo motivo abbiamo colto l'opportunità di investire nel made in Italy e di valorizzare i principi fondamentali dell'artigianato, del savoir-faire e l’importanza del fatto a mano», ha commentato Serge Brunschwig, presidente e amministratore delegato di Fendi.

«Competenza e innovazione sono elementi che sostengono il marketing e la nostra cultura aziendale; crediamo che valorizzare e trasmettere questi valori sia fondamentale per le prossime generazioni. Siamo molto orgogliosi delle nostre radici, di questo nuovo capitolo a Bagno a Ripoli, così come di offrire ai nostri dipendenti un ambiente di lavoro sostenibile», sostiene.

Per suggellare l'importanza del progetto, nel novembre del 2020 Serge Brunschwig aveva piantato nel cantiere un cerro, simbolo in diverse culture di virtus, dignità e coraggio, che in questo caso, in particolare, celebra la biodiversità locale dell'area.

La maison, inoltre, ha realizzato un parco pubblico nella stessa area, di fronte all'asilo, con aree gioco, ampie panchine e seguendo medesimi principi di biodiversità che caratterizzano il paesaggio circostante la fabbrica, con specie vegetali autoctone e aree dedicate alla crescita di piante.

c.me.
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