Nel primo semestre crescita del 25%

Capasa (Cnmi): «Nel 2022 ricavi della moda oltre i 92 miliardi: mai così alti dal 2008»

La crescita del fatturato nel primo semestre dell’industria della moda italiana è stata «straordinaria» (+25%), simile a quella del primo semestre 2021, quando si verificò il rimbalzo dai livelli depressi del momento peggiore della crisi Covid. Nel 2022, invece, l’accelerazione dovrebbe portare il comparto moda più settori collegati a superare 92 miliardi, un record che non veniva toccato dal 2008.

Sono alcuni dei Fashion Economic Trends, i dati dell’industria della moda italiana elaborati dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, presentati oggi a Milano in occasione della presentazione del calendario delle sfilate della Milano Fashion Week, in programma dal 20 al 26 settembre.

«Se le previsioni saranno confermate – ha detto Carlo Capasa, presidente della Cnmi – il 2022 vedrà una crescita superiore a quella del 2008 e il fatturato più alto della moda da 20 anni a questa parte. Si tratta di un dato importante: la prima metà dell’anno è stata straordinaria, anche se i prossimi mesi si preannunciano più complessi, perché andremo a scontare in maniera maggiore il problema dell’aumento dei costi dell’energia. Mi auguro che il governo abbia poteri straordinari per varare misure drastiche e importanti sul fronte dell’energia».

Un incremento, quello dei ricavi dell’industria del fashion allargata (che oltre all’abbigliamento comprende tessile, pelle, pelletteria, calzature, gioielli, cosmetica e occhialeria), «significativo anche al netto dell’inflazione. La moda sta sicuramente trainando», ha assicurato Capasa.

In parte, l'avanzata del giro d'affari è stata sostenuta dalla ripresa dei prezzi, spinta dai costi di energia e materie prime. Il fatturato è però progredito di oltre il 18% anche al netto di questo aumento. La crescita già “acquisita” nel primo semestre - quella cioè che si verificherebbe nell’insieme del 2022, se nel secondo la crescita fosse zero - è dell’11,8%.

Le attese per la seconda parte dell’anno sono per un rallentamento, che nel quarto trimestre potrebbe tradursi, in assenza di interventi di contenimento dell’inflazione energetica, in un segno negativo.

Sul fronte dell'export, i primi 5 mesi hanno registrato indici di cresciuta sensibili (+21.9% per la moda. +30,2% nei settori collegati). I mercati degli Usa e della Corea del Sud sono stati i più dinamici. È stato invece forte il rallentamento verso la Cina e verso la Russia si è avuto nei 5 mesi un vero crollo (-26% nella moda, -68% nei gioielli, -23% per la bigiotteria e -56% negli occhiali).

an.bi.
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