NEL TORTONA DISTRICT

Taglio del nastro per White: «Voglia di rinascita dopo la pandemia»

Taglio del nastro stamattina, alla presenza delle istituzioni, per il salone White, che fino al 25 settembre porta alla ribalta nel Tortona district 400 espositori, di cui quasi il 60% dall’estero, all’interno di cinque location: il Superstudio Più in via Tortona 27, Base Milano al 54, il Magna Pars Hotel al 15, Archiproducts al 31 e il Padiglione Visconti al 58.

Accanto al fondatore Massimiliano Bizzi e alla ceo Brenda Bellei sono intervenuti la sottosegretaria al Ministero della Cultura Lucia Borgonzoni, Lara Magoni (assessora al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia), l’assessore allo Sviluppo Economico Guido Guidesi e l’assessora allo Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro Alessia Cappello

Più che una manifestazione, White è un content show diffuso, realizzato anche grazie al patrocinio del Comune di Milano, con il supporto di Maeci-Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ice Agenzia e in partnership con Confartigianato Imprese. In sinergia con Cnmi e Csm-Camera Showroom Milano è stato inoltre messo a punto un programma di incoming dei più importanti buyer stranieri.

«C’è tanta voglia di fare e in questa prima giornata avverto una salutare euforia - ha detto Bizzi - e il mio desiderio è che questa edizione, la 20esima, sia l’emblema di una rinascita vera dopo la pandemia, con il sorriso, l’ottimismo e la voglia di acquistare. Lo spero solo per noi ma anche per il settore e per Milano. Nel futuro vorrei vedere ancora più stranieri e infatti stiamo lavorando per una dimensione sempre più internazionale».

«White è trainato da una visione e si impegna per il futuro del settore - ha commentato Lucia Borgonzoni -. Per questo ci crediamo e lo affianchiamo in questa e altre iniziative».

Borgonzoni ha parlato anche dell’impegno del governo a favore della moda in generale. «Noi come Ministero - ha spiegato - abbiamo appena stanziato 5 milioni di euro per poter far partire a Milano il Museo della Moda, mentre l’altro grande progetto è lanciare anche per il comparto una legge simile a quella già approvata per il cinema, in modo da aiutare la filiera, un vanto tutto italiano, gli artigiani e gli imprenditori più piccoli, che magari non sanno dove andare a prendere i fondi tra i vari Ministeri».

Dei 155 milioni del Pnrr stanziati per le imprese culturali una parte è destinata alla moda, entrata a far parte di questo settore, «per non parlare di un bando extra Pnrr - ha concluso Borgonzoni - da 40 milioni».

Il Ministero della Cultura ha concesso il patrocinio a ExpoWhite, format che esordisce con questa stagione e che accende i riflettori su designer e brand provenienti da Paesi che appartengono a una geografia non convenzionale del fashion, ossia Arabia Saudita, Brasile, Olanda, Spagna e Sudafrica.

In particolare, dall’Arabia Saudita sono arrivati un centinaio di brand e la cosa sorprendente è che dietro questi marchi c’è un 85% di donne. Di scena, per citare alcuni nomi, Adelfes, Amulhaisen Jewellery, Atelier Heykayat, Bovenue, By Sadeem, Charmaleena, Dazluq, Dollybrand, Eman Joharjy, Kaf by Kaf, Khawla Al-Aiban, Lillian Ismail, Loomer Jewellery e Lurline.

Per gli altri Paesi si spazia, per esempio, da Syetvie e Thais Bernardes dal Brasile, fino a Imprint, Selfi e Floyd Avenue dal Sudafrica, per approdare nei Paesi Bassi con A Beautiful Story, Minois, Caes e altri.

Girando per la fiera ci si imbatte, tra gli altri, negli stand di Swarovski, Avant Toi, Simon Cracker, Maria Calderara, Sophie d’Hoore, Stefano Mortari e Pierre Mantoux, che lancia la capsule con Carine Roitfeld.

Da non perdere le griffe selezionate dalla showroom Rainbowave, con sedi a Londra e New York, e il progetto Secret Rooms alla sua terza edizione. Cinque stanze ospitano altrettanti talenti internazionali di nuova generazione: Maktoub, Dreaming Eli by Elisa creato dalla stilista italiana basata a Londra Elisa Trombatore, Marshall Columbia con quartier generale a New York, Didù che fa capo a una designer cinese laureata alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa e Windowsen, a sua volta frutto del talento di un cinese, Sensen Lii, diplomato al Royal College of Arts.

Tra gli ulteriori highlight White Cube sulla calzatura contemporanea (close up, tra gli altri, su Bettina Vermillon, Sam Reychler, Pleiades, Duca d’Ascalona, Kat Maconie, Pet Liger e The Saddler) e White SuK con nomi dal forte heritage artigianale (come Asami Studio, Mayroway, Spektre e Karima One of a Kind).

La sostenibilità è protagonista a Wsm-White Sustainable Milano, progetto messo a punto con Giusy Bettoni (fondatrice e ceo di C.L.A.S.S. Ecohub) in collaborazione con Cittàdellarte-Fondazione Pistoletto, che ospita per esempio Dyloan (leader nelle tecnologie e nelle soluzioni innovative per la moda), Fulgar (leader nel campo delle fibre man made made in Italy e amiche dell’ambiente), Tencel (sinonimo di una fibra di cellulosa utilizzata ad ampio raggio nell’abbigliamento), Ykk (zip), Bemberg by Asahi Kasei (materiale fatto con i linter del cotone) e Relivetex by Maeba International, pioniere della circular economy. Presenti anche la showroom digitale e marketplace Mirta e il big della logistica Dhl.

In questo contesto si inserisce il Circular Stage, che prevede un palinsesto di talk e workshop, moderati dal direttore di Wired Italia Federico Ferrazza.

Per finire, il partner di White Scalapay (fintech innovativa focalizzata sui pagamenti buy now, pay later) partecipa con una lounge nel giardino del Superstudio Più, organizzando momenti di networking tra gli stakeholder della moda.

a.b.
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