ORE DECISIVE IN GRAN BRETAGNA

Brexit: un mancato accordo costerebbe al lusso inglese 6,8 miliardi di sterline

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Ore decisive per la Brexit: il primo ministro inglese Theresa May e Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Europea, hanno raggiunto un accordo per introdurre alcune modifiche sull'intesa bocciata a gennaio dal Parlamento britannico, ma spetta allo stesso Parlamento stasera approvare o meno gli esiti del confronto.

A seconda che la seduta a Westminster sfoci in un sì o in un no si aprono scenari molto diversi. Nel primo caso la strada per l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, da sancire il 29 marzo, sarebbe spianata, mentre nel secondo tutto risulterebbe più complicato e indefinito: si potrebbe arrivare a un posticipo, a un last-minute deal, a una no-deal exit (uscita senza accordo), a un referendum o ad elezioni anticipate.

L'impatto sul settore moda sarebbe molto pesante: come emerge da una ricerca di Walpole - lobby group con 250 membri tra i marchi dell'alto di gamma - riportata da Reuters, il prezzo che il lusso inglese potrebbe pagare in caso di un mancato accordo sarebbe di 6,8 miliardi di sterline (circa 8 miliardi di euro), visto che oltre un quinto delle esportazioni sarebbe a rischio, in un settore decisamente export oriented: circa l'80% dei beni di lusso britannici prende infatti la via dell'estero e in particolare dell'Europa.

I danni, sostiene Walpole, scaturirebbero soprattutto da modifiche all'accesso ai mercati, legate a misure tariffarie e non tariffarie, regolamenti relativi a salute e sicurezza, standard ambientali.

«Occorre rafforzare il Paese, non indebolirlo - ha commentato Helen Brocklebank, ceo di Walpole -. Sollecitiamo categoricamente il governo a evitare l'uscita dall'Ue senza accordo».

Fanno parte di Walpole nomi come Alexander McQueen, Burberry (nella foto, un modello autunno-inverno 2019/2020), Harrods, Net-a-Porter e Bentley.

 

a.b.
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