OSSERVATORIO CONFIMPRESE-EY

A giugno consumi moda in calo ma avanzano travel, high street e centri commerciali

Sostanzialmente in linea con un anno fa l’andamento dei consumi dei settori moda, ristorazione e retail non food nel mese di giugno, che secondo l’Osservatorio Confimprese-EY chiude a +0,6% sullo stesso mese di un anno fa.

Ancora delicata la situazione di abbigliamento e accessori (-3,7%) e del retail non food (-2%), mentre vola la ristorazione (+11,4%). Va detto tuttavia che da gennaio a giugno il retail non food ha messo a segno un +7,6% ed è ancora il comparto con i trend migliori rispetto al 2019, forte di un dato mensile del +15,9% e di un +5% rispetto al progressivo anno. 

In netta ripresa tra i canali di vendita il travel, che archivia giugno con un +65,5% sull’analogo mese del 2021, pur restando molto distante dai livelli pre-pandemia, come attestano il -27,6% rispetto a giugno 2019 e il -36,8% sul progressivo anno, sempre in confronto con tre anni fa.

Dinamico l’andamento delle vie dello shopping nelle grandi città: il mese scorso le high street sono progredite del 10%, sfiorando i risultati del 2019 (-0,4%). Anche i centri commerciali registrano un segno positivo (+1,3%).

Tra le aree geografiche, a fronte del Nord Est che fa fatica (-7,1% su giugno 2019 e -11,9% sul progressivo anno), c’è il Sud Italia che si avvicina alle performance pre-Covid (-2,7% sul progressivo anno). Un’area, quest’ultima, che tuttavia appare in difficoltà nel giugno 2022 vs giugno 2021, arretrando del 3,8%, contro il +1% del Nord Ovest e il +0,4% del Nord Est. Bene il Centro (+4,9%).

Secondo Mario Maiocchi, direttore del Centro studi di Confimprese, «non è un buon segnale che la crescita del totale mercato si fermi al +0,6% a giugno 2022 su giugno 2021, in cui non c’erano più le restrizioni. Questo significa che inflazione, caro bollette, il conflitto e, da ultimo, la grave crisi politica che ha investito il nostro Paese frenano i consumi e la fiducia delle famiglie».

Nonostante i segnali positivi provenienti dal travel, «la cautela è d’obbligo e dovremo aspettare l’evoluzione della situazione geopolitica prima di poter sperare in una vera ripresa dei consumi».

Il rischio dei prossimi mesi è che i prezzi al consumo possano ancora subire forti rialzi.

«Gli italiani dimostrano di voler ritornare a investire il proprio tempo libero in momenti conviviali - aggiunge Carlo La Giglia, responsabile dell’Osservatorio Confimprese-EY - senza rinunciare all’acquisto dei prodotti culturali e per l’arredamento della propria casa, con il retail non food che mantiene il trend positivo verso il 2019 avanzando del 5% sull’anno».

«Abbigliamento e accessori faticano a recuperare i livelli precedenti, sintomo di un possibile cambiamento nel paniere di spesa - conclude La Giglia -. Una spinta alla ripresa arriva da città come Firenze e Venezia, grazie al forte ritorno del turismo».

Nella foto, il centro commerciale Citylife a Milano

a.b.
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