Osservatorio Confimprese-EY

Consumi retail: moda in forte calo ma meglio della ristorazione

In febbraio i consumi retail sono scesi del 35,8% rispetto allo stesso mese del 2020. La ristorazione ha subito la flessione maggiore (-50,3%), seguita dall’abbigliamento (-36,5%), stando ai dati dell’Osservatorio Confimprese-EY pubblicato oggi.

In gennaio il calo complessivo era stato del 58,4% e quello dell'abbigliamento era risultato del 60%. Il lieve miglioramento si spiega con il momentaneo allentamento delle restrizioni in alcune regioni del Paese.

«Continua l’onda negativa in tutti i settori, tranne nel non food che, sulla scia delle minori restrizioni di alcune merceologie e della ritrovata voglia degli italiani per la lettura, l’arredamento della casa e l’elettronica, chiude il mese di febbraio con una contrazione ridotta», commenta Mario Maiocchi, direttore Centro studi retail Confimprese.

E prosegue: «Resta il fatto che, nonostante l’avvio della campagna vaccinale, abbiamo di fronte un altro anno di convivenza con il virus e per questo dobbiamo ritrovare fiducia, sapendo gestire le aperture e non le chiusure. Continuiamo a sostenere che gli operatori del commercio hanno messo in atto in tempi rapidissimi protocolli operativi molto stringenti, volti a prevenire i rischi di contagio nelle diverse tipologie di esercizi, siano essi situati sia nei centri delle città sia all’interno di centri commerciali, parchi commerciali o altre strutture analoghe».

«Iniziamo a osservare un cambiamento negli stili di consumo degli italiani che, a distanza di un anno dall’emergenza, si stanno abituando a rinnovare meno spesso l’abbigliamento e a non poter consumare i pasti fuori casa - dichiara Paolo Lobetti Bodoni, med business consulting leader di EY -. Sarà importante capire se questo trend si confermerà anche in presenza di futuri allentamenti delle misure sanitarie, o se sarà necessario un periodo più lungo di assestamento, prima di poter tornare alle vecchie abitudini».

A livello di canali di vendita, febbraio vede sempre in sofferenza il travel con una contrazione del 59,9%. Prosegue anche l'impasse di centri commerciali (-43,2%) e outlet (-36,5%). Recuperano invece le high street, che chiudono a -27,6%, soprattutto per effetto della chiusura dei centri commerciali nei fine settimana.

A livello regionale, la performance peggiore riguarda l’Umbria (-74,3%), seguita dal Trentino-Alto Adige (-56,4%), mentre la Lombardia è una delle meno penalizzate (-29,7%).

Nell’analisi per città i consumi retail si sono più che dimezzati a Genova (-53,8%) e  Firenze (-51,3%). La migliore è Torino (-31,3%), mentre Roma registra un -39% e Milano un -37,8%.

Nel complesso i consumi dei 12 mesi terminati a febbraio hanno registrato un -46,3% e l’abbigliamento risulta in linea con la media (-46%).

e.f.
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