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Gennaio 2021: consumi in calo del 58,4%, con l'abbigliamento quasi al -60%

È stata la ristorazione il settore più colpito dalle restrizioni legate alla pandemia a gennaio: secondo l'Osservatorio Confimprese-EY, il confronto con lo stesso mese di un anno fa è impietoso. Il calo dei consumi in quest'ambito è stato del 71,4%, ma anche l'abbigliamento (-59,7%) non se l'è passata bene, complice il flop dei saldi. Relativamente al riparo il non food (-27,7%).

Complessivamente, la flessione si attesta a -58,4%, la seconda peggiore performance dopo lo scorso novembre (-66,7%), a parte i tre mesi di lockdown, dove le perdite sono arrivate al -90%.

L'Osservatorio parla, senza mezzi termini, di una situazione del retail drammatica, condizionata da tre fattori: la chiusura di ristoranti e bar alle 18, l'Italia ancora divisa in zone rosse e arancioni e, non ultimo, lo stop nei weekend ai centri commerciali.

Questi ultimi, insieme agli outlet, registrano una caduta del 65,3%. Anche le high street - che a dicembre avevano beneficiato del travaso di traffico conseguente allo stop nelle grandi strutture nei fine settimana - tornano sulla graticola, regredendo del 47,8%.

Maglia nera è il travel, che non solo archivia gennaio con un -73,8%, ma ha scarse probabilità di ripresa, per lo meno nel medio termine.

«Il 2021 parte sulla scia della pessima conclusione dell'anno precedente - commenta Mario Maiocchi, direttore del Centro studi retail di Confimprese -. La ristorazione paga il prezzo più alto in termini di fatturato, ma è probabilmente l'abbigliamento che potrebbe avere le criticità finanziarie più importanti».

Come sottolinea Maiocchi, «la campagna saldi non è decollata e i negozi si troveranno con stock in eccedenza e tutte le forniture della stagione invernale da pagare. Diventano quindi sempre più urgenti misure di sostegno ai settori più colpiti e modifiche della illogica chiusura dei centri commerciali nei weekend per evitare le conseguenze, potenzialmente irreversibili, sulle aziende retail e sulla loro forza lavoro».

Maiocchi, così come gli imprenditori, confida nel nuovo governo guidato da Mario Draghi. Paolo Lobetti Bodoni, Med business consulting leader di EY, torna sui saldi: «Le restrizioni sulle aperture li hanno penalizzati, nelle regioni dove erano in vigore. A gennaio si nota un -40% in vendite assolute rispetto al mese precedente, percentuale che di solito si attesta intorno al -20/25%».

Tuttavia, «se dovessero permanere le condizioni attuali di progressiva riapertura dei centri commerciali - prosegue Lobetti Bodoni - pensiamo che le vendite di febbraio potrebbero vedere un trend in miglioramento».

L'Osservatorio Confimprese-EY fa inoltre il punto sull'ano appena terminato, tracciando un benchmark sui mesi compresi tra febbraio 2020 e gennaio 2021. Il totale mercato lascia sul campo quasi la metà dei fatturati (-44,2% rispetto a febbraio 2019-gennaio 2020, un periodo già non particolarmente brillante), con la ristorazione a -53%, l'abbigliamento a -44,1% e il non food a -28,8%.

In caduta libera (-47,3%) centri commerciali e outlet, ma non va molto meglio alle high street (-40,7%). Si salvano in parte agosto e settembre, con circa -20%.

Tra le regioni, il trend più negativo dall'inizio del lockdown è quello della Sicilia (-75,8%), seguita da Veneto (-66,2%) ed Emilia-Romagna (-64,5%). La Lombardia cede il 59,4%.

A gennaio Palermo è in picchiata (-78,3%), superando Venezia (-75,3%) e Firenze (-57,2%). Milano arretra del 54%.






a.b.
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