Osservatorio consumi Confimprese-Jakala

Consumi in leggera crescita nel mese di dicembre (+1,4%). Flette la moda

Un mercato poco vivace in generale in dicembre, con i consumi che crescono dell’1,4% rispetto al dicembre 2021, e con l’abbigliamento che cede ben il 13,8%. Questa la fotografia scaturista dall’Osservatorio sui consumi di Confimprese-Jakala, che ha analizzato i dati del mese delle festività natalizie, in relazione ai settori ristorazione, abbigliamento, accessori e non food.

A penalizzare il mondo della moda potrebbero essere stati i periodi promozionali legati al Black Friday e l’aspettativa legata ai saldi, che hanno poi inciso sulle vendite di dicembre. Il marcato calo vanifica la ripresa del 6,3%, che il settore aveva registrato in novembre.

Buoni risultati invece per la ristorazione, cresciuta a perimetro comparabile del +17,2%, mentre il retail non food evolve ma a ritmo meno vivace (+4%).

Nel mese analizzato, i centri commerciali non hanno brillato (-3,3%), a differenza delle vie dello shopping cittadino, che hanno messo a segno un significativo +12,4% sul 2021 e un emblematico +0,9% sul 2019 prepandemia. Percentuali che la dicono lunga sul ritrovato appeal dei centri città.

Analizzando la situazione per aree geografiche, è stato il Centro Italia a registrare i migliori andamenti (+5,6%), a fronte di un Sud in calo del -4,4% e di un Nord in leggera salita (+2,9%). 

Tra le regioni la più premiata è stata il Lazio a +9,3%, Marche e Puglia le più penalizzate (3%), mentre tra le città agli antipodi ci sono Firenze, che ha registrato un +10,4%, e Agrigento con un -8,6%.

Rispetto al 2019 pre-pandemia, evidenzia l’Osservatorio Confimprese-Jakala, l’andamento dei consumi nel 2022 è ancora in calo (-6,3%). In forte sofferenza abbigliamento-accessori, con un decremento del 16,8%. Più stabile la situazione per il retail non food, che ha registrato un +1,7%, perché meno penalizzato dalle restrizioni.

In particolare i centri in commerciali flettono del 12,9% sul 2019, a fronte di un -7,9% riscontrato dalle vie dello shopping e dai negozi di prossimità, mentre rallenta l’online a -7,9%.

«Il dato del -6,3% sul totale anno verso il periodo pre-pandemia va, tuttavia, analizzato nelle sue diverse dinamiche nel corso dell’anno – spiega Mario Maiocchi, direttore centro studi Confimprese –. Dopo una partenza molto lenta nel primo trimestre a -16,7% vs 2019, seguita da una costante ripresa nel periodo aprile-novembre a -1,9%, si arriva alla brusca frenata di dicembre che, con un -9,8% vs 2019, riporta alla luce le apprensioni legate al rallentamento dei consumi, legato all’erosione del potere d’acquisto e la conseguente preoccupazione sugli scenari geopolitici. In quest’ottica la gelata dei consumi in dicembre e la fiammata di inizio saldi può essere interpretata come l’orientamento dei consumatori verso acquisti convenienti sia per scontistica sia per fascia prezzo».

Occhi puntati ora sul mese di gennaio, su cui incombono le preoccupazioni legate al conflitto in Ucraina e al caro carburanti, anche alla luce della buona partenza dei saldi che, nei quattro giorni di avvio 5-8 gennaio, hanno fatto registrare il +5% a valore secondo i dati del centro studi Confimprese.

c.me.
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