Per Confesercenti una notizia positiva

Chiusure domenicali: la Lega riapre il dialogo con le associazioni di categoria

La legge sulle chiusure domenicali era vista in dirittura d’arrivo, ma ieri la Lega ha dato ail via libera a un nuovo ciclo di confronti con gli esercenti.

«Abbiamo deciso di riaprire le audizioni per il ddl sulle aperture domenicali dei negozi per capire cosa ne pensano le associazioni di categoria - ha dichiarato alla carta stampata Andrea Dara del Carroccio -. Cominceremo a parlarne la prossima settimana».

La decisione arriva a non troppa distanza dalla notizia di un incontro in Vaticano fra il vice premier Luigi Di Maio e il cardinale Pietro Parolin, interpretato dai più come una ricerca di consensi, dal momento che il mondo cattolico è da sempre favorevole a una regolamentazione delle aperture la domenica e nelle festività, liberalizzate con il decreto “Salva Italia” del governo Monti.

In gioco ci sono fatturati, posti di lavoro e la libertà di consumatori (locali e turisti) di fare shopping. Nel caso dei centri commerciali, sarebbero a rischio 9mila dei 35mila punti vendita, per citare recenti stime del Consiglio nazionale dei centri commerciali-Cncc, che accorpa 1.214 centri commerciali attivi in Italia, in grado di realizzare 51 miliardi di euro di ricavi e di attrarre 1,5 miliardi di visitatori l’anno. Circa 40mila sono le persone che rischierebbero il posto di lavoro in questo canale distributivo, su un totale di 550mila occupati. Anche il settore immobiliare è destinato a risentirne: il retail real estate rappresenta il 25-50% delle compravendite annuali nell’immobiliare non residenziale.

Uscendo dallo specifico caso dei centri commerciali, si parla più in generale di circa 80mila posti di lavoro in meno.

Barbara Saltamartini, presidente della commissione Autorità produttive della Camera, ha confermato la riapertura della discussione, perché il testo di sintesi «si discosta molto dalle sette diverse proposte di legge depositate». Il testo unificato prevede fino a un massimo di 30 aperture: 26 domeniche, più quattro deroghe per le festività, a scelta delle Regioni.  

«La riapertura del confronto è una notizia positiva - afferma Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti -. Abbiamo sempre sostenuto l’opportunità di un intervento sull’attuale regime di deregulation, indicando allo stesso tempo la necessità di arrivare a una soluzione il più possibile condivisa tra i diversi rappresentanti del mondo del commercio».

«Un riequilibrio della concorrenza nel settore è necessario - aggiunge - visto che le liberalizzazioni hanno comunque portato a uno spostamento di quote di mercato dai piccoli negozi alle grandi strutture. Il riequilibrio, però, non si raggiunge solo con una diversa regolamentazione delle aperture, soprattutto considerando che negli ultimi sei anni gli italiani hanno acquisito anche diverse abitudini di consumo. Occorre fare di più anche sul fronte delle politiche attive per i negozi e del contrasto alla concorrenza sleale del web, a partire dalle disparità fiscali».

Il ddl, come riporta Il Massaggero, dovrebbe essere approvato in commissione tra 15 giorni e arrivare alla Camera ai primi di marzo (nella foto, gli interni della Rinascente a Milano).

e.f.
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