Per l'affitto si parte da 290mila euro

Dalla Galleria di Milano segnali di ripartenza: 5 aziende in gara per 60 mq

Nonostante lo stop imposto dal Coronavirus e i consumi post lockdown per il momento ridimensionati, la Galleria Vittorio Emanuele II si conferma una location su cui investire a Milano, in vista del ritorno dei turisti. 

Lo dimostra l'alto numero di aziende, ben cinque, che si sono messe in gara per per aggiudicarsi uno spazio di 60 metri quadrati nel salotto di Milano (tra Prada e Luisa Spagnoli), con una base d'asta di quasi 290mila euro di canone annuo. 

Il bando avrebbe dovuto chiudersi il 3 marzo, ma è stato spostato a causa emergenza sanitaria all'8 giugno, pur rimanendo inalterate le condizioni per la partecipazione, che non hanno scoraggiato le cinque aziende che hanno recapitato sulla scrivania della Commissione giudicatrice altrettante buste contenenti un'offerta. 

In lizza ci sono Sergio Rossi, Santoni, Damiani, Piquadro e Porsche Design. Tutte le aziende sono state ammesse alla fase preliminare di valutazione delle proposta tecnica, per poi passare alla fase dell'incanto: un meccanismo di assegnazione che recentemente aveva ingrassato le casse del Comune, proprietario dell'intero immobile.

Per tre vetrine e 342 metri quadri Dior ha versato nelle casse di Palazzo Marino 5 milioni e 500 mila euro l'anno. La base d'asta era di 950 mila euro e alla cifra monster si era arrivati grazie a 37 rilanci fra i 50 mila e i 750 mila euro ciascuno, che avevano finito per quintuplicare la cifra iniziale.

Difficile che ora si possano registrare simili record, anche perché le dimensioni dello spazio sono ridotte, ma l'interesse generato lancia un segnale di ottimismo e ripartenza.

an.bi.
stats