Per ora niente esuberi

Per Arcadia (Topshop) scatta l’amministrazione controllata

Arcadia Group dichiara bancarotta in Uk. Ieri, in serata, il gruppo proprietario dell’insegna Topshop (nella foto un look) ha confermato che Matt Smith e Dan Butters, insieme ad altri partner per la ristrutturazione della società di consulenza Deloitte sono stati nominati amministratori congiunti delle società del gruppo del controverso Sir Philip Green, nell’ambito di una trading administration (amministrazione commerciale).

Il retailer britannico opera attraverso 444 location in affitto in Regno Unito e altre 22 oltre confine e ha all’attivo circa 13mila dipendenti. Di loro, 9.294 sono in congedo e al momento non sono stati annunciati esuberi.

I negozi in Gran Bretagna apriranno, come previsto dalle misure di contenimento della pandemia, dal 2 dicembre. Inoltre, gli amministratori intendono dare seguito a tutti gli ordini ricevuti online nel weekend del Black Friday e continuare a operare in tutti i canali esistenti.

Ian Grabiner, ceo di Arcadia, ha spiegato che il covid e le chiusure prolungate degli store hanno fortemente impattato sulle vendite di tutti i marchi all’attivo (tra questi Miss Selfridge e Dorothy Perkins). «Ora la priorità – ha spiegato – è proteggere i posti di lavoro, e preservare la stabilità finanziaria del gruppo». Il manager lavorerà al fianco degli amministratori neoincaricati affinché si trovi la migliore via di uscita dalla difficile situazione in corso per tutti gli stakeholders, specie gli impiegati.

Si stima che Arcadia Group abbia un deficit sul fronte pensionistico di 350 milioni di sterline. Ma era già in crisi prima della pandemia. All’inizio del 2020 ha tagliato 500 posti di lavoro nei suoi uffici e nel giugno del 2019 ha evitato la bancarotta dopo avere rinegoziato il debito e ristrutturato, chiudendo circa 50 store tra Regno Unito e Irlanda e tutti i negozi Topshop e Topman degli Stati Uniti.

Frasers Group, società guidata dal miliardario britannico Mike Ashley che possiede marchi come Sports Direct e Slazenger, ha fatto sapere che Arcadia ha rifiutato un suo prestito fino a 50 milioni di sterline, senza fornirne il motivo.  

Secondo gli analisti di GlobalData Arcadia ha perso di rilevanza negli anni, investendo troppo poco nelle vendite online. Di conseguenza ha perso quote di mercato che sono state catturate da competitor online come Boohoo e Asos. «La cosa migliore per i tutti suoi brand sarebbe uno split», hanno detto gli esperti interpellati da Cnn Business. «»Boohoo, Next e Marks & Spencer – concludono - potrebbero essere potenziali buyer interessati».

e.f.
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