Per ora sconti fra il 5% e il 10%

Barneys chiude in Madison Avenue e c’è attesa per gli ultimi affari griffati

Al motto “Goodbuys, then goodbye!” lo storico store di Barneys, a New York, si avvia a chiudere i battenti.

“Ogni cosa deve essere venduta!” sollecitano i cartelli nelle vetrine del department store, che hanno preso il posto dei scenografici addobbi natalizi cui erano abituati i newyorchesi e che hanno alimentato il mito di mecca dello shopping di lusso. Mito che tuttavia non è bastato a evitare la richiesta della protezione del Chapter 11 (simile all’amministrazione controllata italiana), lo scorso agosto.

Misti i sentimenti della gente comune, fra la tristezza per la perdita di un’istituzione della Grande Mela (era a Manhattan dagli anni Venti) e la fibrillazione per la possibilità di acquistare i marchi di alta gamma preferiti a prezzi scontati.

Tuttavia, come emerge dai social, per ora non tutti sono stati accontentati. C’è chi si è lamentato del -5% e del -10% di taglio ai cartellini: le décolleté Sylvie di Gucci, tanto per farsi un’idea, ora costano 763,94 euro, anziché 804,5 euro, e gli stivali Josseline di Gianvito Rossi 1.369,09 euro, dai 1.441,15 euro iniziali.

I brand di Lvmh sono in vendita senza alcun sconto: una policy consolidata nel gruppo francese, ma forse non nota ai più. Così le svendite sono state viste da alcuni come un momento per ribadire la superbia e la preziosità del brand Barneys New York.

Ai primi di novembre i diritti del marchio sono stati rilevati dal brand developer americano Abg-Authentic Brands Group, controllato dai fondi BlackRock, che sta pensando a un nuovo modello di presenza retail globale fatto di pop-up store, shop-in-shop ed e-commerce.

Per un periodo transitorio il department store sulla Madison avenue dovrebbe diventare un negozio pop-up con mostre d’arte, installazioni e momenti di entertainment per poi trasferirsi al quinto piano del flagship Saks Fifth Avenue recentemente rinnovato, oltre a entrare come shop-in-shop in location chiave dell’insegna rivale in Nord America.

Tornando alle vendite promozionali, si parla di merce dal valore di 500 milioni di dollari, tenendo conto di tutti i negozi Barneys, destinati alla chiusura. 

Per i fanatici dello shopping griffato vale la pena di aspettare. Come riportano i media Usa, i saldi dovrebbero concludersi alla fine di dicembre ma Great American - gruppo incaricato di gestire le svendite, controllato da B. Riley Financial, che ha acquisito gli asset di Barneys - ha preventivato un posticipo a febbraio, se sarà necessario. Gli sconti dovrebbero diventare via via più allettanti, in base a una formula che tiene conto dello storico delle vendite di una determinata proposta e della sua desiderabilità.

e.f.
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