Pesano i costi energetici

Per Confindustria Moda trend oltre le stime nel trimestre (+19,3%). Marcolin: «Torniamo propulsori»

«Il comparto tessile, moda e accessorio ritrova il proprio ruolo di propulsore dell'economia del Paese, come prima della pandemia. Tuttavia il conflitto russo-ucraino e il consecutivo ulteriore rialzo dei costi di materie prime ed energia rischiano di mettere in ginocchio le piccole e medie imprese che compongono il nostro sistema».

Con queste parole Cirillo Marcolin, presidente di Confindustria Moda, ha presentato in conferenza stampa i principali dati consuntivi relativi al primo trimestre 2022 e le previsioni sul primo semestre dell'anno.

Il primo quarter si chiude con un rialzo del fatturato del 19,3%, superiore alle aspettative che prevedevano una crescita del 14%. Anche l’andamento degli ordini ha registrato un trend molto positivo, mostrando un +15% rispetto allo stesso periodo del 2021.

Relativamente al Q2, invece, l’incremento medio delle vendite è atteso nell’ordine del +12,9% che, sebbene sia una previsione positiva, vede un rallentamento anche a causa delle incertezze a livello di scenario internazionale, su cui pesano principalmente le tensioni del conflitto russo-ucraino. Con queste stime, il primo semestre 2022 dovrebbe archiviarsi con una crescita del fatturato del 16%.

«Se quindi da un lato - ha aggiunto Marcolin - le problematiche che colpiscono il nostro settore sono trasversali al sistema Paese e chiedono interventi strutturali, come una riforma del mercato dell'energia e un tetto ai costi per le imprese, dall'altro bisogna necessariamente promuovere meccanismi che portino le nostre aziende a rafforzare la propria struttura».

Nonostante i dati di crescita emerge tuttavia una forte preoccupazione legata al futuro: solo l’8% delle aziende intervistate mostra un sentiment positivo sull’evoluzione congiunturale del comprto, contro il 49% che confida nella stabilità del mercato e un 43% che prevede un peggioramento.

A incidere sono le preoccupazioni legate al conflitto in corso, solo in parte legate all’esportazione. La quota di aziende esportatrici su questi mercati è pari al 43% del campione: il 61% di queste imprese dichiara che la quota di export nei mercati russo, bielorusso e ucraino è inferiore al 5% del totale vendite aziendali; per il 15% è compresa fra il 5% e il 10%, per il 10% delle imprese è compresa fra il 10% e il 20%. Solo per l’11% del sottocampione, l’export verso questi mercati è compreso fra il 20% e il 50%, con un restante 3% esposto per oltre il 50% dell’export complessivo.

«La situazione di oggi - conclude Marcolin - è delicata. Il tessile, moda e accessorio italiano rischia di perdere terreno verso i competitor extraeuropei ed è arrivato il momento che il settore accantoni sterili appelli all'unità e inizi a lavorare davvero in tal senso». A proposito della guerra in Ucraina, chiarito che le sanzioni hanno un impatto, «l'aspetto umanitario resta fondamentale e, di conseguenza l'uso delle sanzioni per cercare di fermare il conflitto».

an.bi.
stats