Più business, meno rifiuti

Confindustria Toscana Nord lancia una piattaforma online per gli stock tessili

Il tessile è sensibile al tema dell’economia circolare. Nei giorni scorsi, nell'ambito dell'Open forum sul tema del progetto europeo Tex-Med Alliances, è stata presenta una piattaforma per favorire l'incontro fra domanda e offerta degli stock tessili, altrimenti difficili da collocare da parte dei venditori e da intercettare da parte dei potenziali acquirenti.

Pensata da Confindustria Toscana Nord (partner italiano del progetto e soggetto coordinatore delle attività in tema di economia circolare), la piattaforma ospita già 800 articoli, messi a disposizione da 42 aziende fra italiane, spagnole e greche, ma i numeri sono destinati a crescere, visto l'interesse riscontrato nel corso della presentazione.

«Si tratta di un contributo importante e concreto che Tex-Med Alliances fornisce all'economia circolare nel tessile - commenta la coordinatrice del progetto, Susanna Leonelli -. È un caso evidente di convergenza di interessi: da un lato le imprese tessili che pongono a disposizione prodotti fuori dalle loro linee attuali di vendita, dall'altro le imprese di confezioni che possono acquisire tessuti, filati e accessori tessili di alta qualità a prezzi molto convenienti». «Ma l'interesse principale che viene soddisfatto - precisa - è quello dell'ambiente: senza un mercato, questi prodotti rischierebbero di diventare un rifiuto. Se nella precedente esperienza di Tex-Med Clusters si realizzarono alcuni contatti positivi fra imprese mediterranee, con la nuova piattaforma facciamo un salto di qualità, rendendo disponibili gli stock in Rete, con continuità e grande facilità di accesso».

Alla web conference hanno partecipato 85 operatori del tessile provenienti da tutti i Paesi direttamente coinvolti in Tex-Med Alliances e da altri del bacino del Mediterraneo. Oltre alla piattaforma per gli stock, sono state presentate le esperienze nell'economia circolare di imprese tessili di diverse nazionalità (Dell'Orco & Villani e Filatura C4, le italiane).

Intervenendo alla conferenza online, Mauro Scalia, direttore Sustainable Businesses di Euratex (organizzazione che rappresenta l’industria europea del tessile-abbigliamento), ha dichiarato: «I temi della sostenibilità sono centrali nelle strategie di Euratex per motivi sia etici che di policy-making e mercato, data la crescente sensibilità ambientale e sociale che si registra presso i consumatori di moda».

A proposito delle performance delle aziende europee ha affermato: «Possiamo già osservare la riduzione dell'emissione di gas serra in rapporto al valore generato e, ben consci dell'impatto ambientale del settore, lavoriamo per promuovere l'economia circolare su larga scala: è un percorso che deve tenere conto di molti aspetti, comprese la salvaguardia della competitività dell'industria europea e la necessità di conseguire obiettivi condivisi in tempi e modi compatibili».

Secondo Scalia occorrono nuove regole che promuovano l'eco-design, privilegino gli acquisti green delle pubbliche amministrazioni e dei consumatori, armonizzino la gestione dei rifiuti e la relativa tassazione. Inoltre è importante che le norme del Reach (regolamento Ue per proteggere salute umana e ambiente dai rischi che possono derivare dalle sostanze chimiche, ndr) trovino applicazioni realistiche ed estese anche ai prodotti che entrano in Europa.

Sono pure auspicabili nuove partnership. «Potranno avere un valore strategico i “ReHubs” - ha spiegato l’esponente di Euratex - cioè i poli di gestione dei rifiuti tessili che saranno obbligatoriamente raccolti in maniera separata dalla fine del 2024. Si tratta di un’iniziativa che abbiamo presentato lo scorso dicembre e che mira a gestire quantità ingenti, che in pochi anni potrebbero raggiungere i 5,5 milioni di tonnellate: materiali che, a nostro avviso, devono diventare una risorsa nell'ottica dell'economia circolare».

e.f.
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