PITTI BIMBO 89

Il nostro sondaggio con i negozianti: tra dna e spinta al rinnovamento

Non una stagione particolarmente brillante, la primavera-estate 2019 per la moda infantile in Italia. Lo confermano i top retailer multimarca italiani che hanno risposto al nostro sondaggio, pubblicato su Fashion in occasione di Pitti Bimbo.

L'andamento delle vendite è stato stazionario per il 58% del panel, in calo per il 29% e solo il 13% ha comunicato un miglioramento.

Non sorprende quindi che il budget per la primavera-estate 2020 sia stabile per il 62% degli interpellati, in contrazione per il 23% e in aumento per una minoranza, il 15%.

Per il maschio il marchio best seller è Stone Island (nella foto), seguito da Diesel Kid e, pari merito, da Gucci, Ralph Lauren e Gcds. Un brand, quest'ultimo, che guadagna la pole position tra gli emergenti.

Per la femmina vince Monnalisa, con Il Gufo in seconda posizione e Gucci in terza.

La palma d'oro nell'online, che però non è ancora molto in voga tra i dettaglianti italiani, va a Burberry e Moncler Enfant, tallonati da Gucci.

L'analisi, pubblicata integralmente su Fashion numero 7, evidenzia inoltre che, nonostante l'avanzata di fashion e sportswear anche nella fascia under 14, a imporsi con il 67% delle preferenze è sempre la cerimonia, anche perché legata a occasioni tipicamente primaverili ed estive.

Ma tra gli accessori non c'è scarpa elegante che tenga: le sneaker primeggiano, in versione moda o basica. In terza posizione gli immancabili zaini.

La nostra buyers' survey fotografa un settore che, come già si è detto nel recente passato, sta cambiando i connotati: i negozianti puntano a rinnovare l'offerta pescando tra le griffe più innovative, che piacciono soprattutto alla ragazzina, fanno qualche timido passo nel mondo dell'omnicanalità, anche se la strada da percorrere per molti è ancora lunga, esplorano le potenzialità comunicative dei social network, facendo diventare i piccoli clienti dei micro-influencer: una tendenza che cavalca l'onda di fenomeni come Leone Lucia Ferragni e Nathan Leone Di Vaio, che secondo la maggioranza dei dettaglianti possono effettivamente avere un influsso sulle decisioni d'acquisto della clientela.

Tra i fattori che penalizzano la loro attività gli intervistati indicano in particolare i saldi selvaggi che spopolano ovunque, offline e online, un canale che viene guardato con molta diffidenza, pur riconoscendone le potenzialità.

L'antidoto all'avanzata dei competitor è investire sulla propria identità, essere "diversamente attrattivi" e puntare su quattro fattori: ricerca, servizio, assortimento ed emozioni (nella foto, da sinistra, Stone Island Junior e Monnalisa).

a.b.
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