pitti filati

Segnali di recupero per la filatura italiana

L'industria italiana della filatura archivia un 2017 con il segno positivo: +0,8% il fatturato a 2,86 miliardi di euro, dopo un 2016 terminato in calo del 2,7%. Si attenua la flessione delle esportazioni, che totalizzano 819 milioni di euro (-1% dopo il -4,9% del 2016).

 

Lo rivelano i dati preliminari di Confindustria Moda su dati Istat ed elaborazioni di indagini interne.

 

Con importazioni di filati pari a 884 milioni di euro (+0,3% sul 2016), nel 2017 aumenta lievemente il disavanzo commerciale del settore, da 54 a 64 milioni di euro. I consumi interni sono invece stimati in aumento dello 0,2%.

 

Per quanto riguarda le esportazioni, nell'analisi da gennaio a ottobre crescono quelle dei fili cardati di lana (+0,7% a 163 milioni di euro), un settore che conta tra i principali acquirenti Hong Kong (33 milioni, -9%), il Regno Unito (26 milioni, -1,7%) e la Croazia (16 milioni, +50,9%).

 

In crescita anche la domanda di proposte in cotone (+3% a 161 milioni), che vedono come maggiore cliente la Germania (+8,9% a 22 milioni).

 

I filati di lana pettinata - il segmento preferito dai buyer esteri - registrano invece una flessione (-0,6%, a 219 milioni), a causa dei minori ordini da parte dei maggiori clienti tra cui Hong Kong (-6,3% a 35 milioni), Romania (-12,9% a 21 milioni) e la Repubblica Ceca (-17,6% a 17 milioni).

 

I fili misti chimici/lana accusano un -7,2%, quelli in lino subiscono un -6,4%, ma sono quelli per aguglieria a soffrire di più, mostrando una flessione del 13,5% (nella foto, alcune proposte della collezione Flaxwool per l'estate 2019 di Tollegno 1900).

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