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Smi: sotto la lente i fabbisogni professionali delle imprese della moda

I fabbisogni professionali delle imprese del tessile-abbigliamento sono al centro di un'indagine promossa da Sistema Moda Italia, finanziata da Fondirigenti e realizzata insieme al centro di ricerca e consulenza PtsClas di Milano: i risultati dello studio sono stati presentati alla Sala Riunioni dell'Area Monumentale di Pitti Uomo.

A colpire l'attenzione è, ancora una volta, il divario tra il mondo del lavoro e quello della formazione, in un settore che, con ricavi annui per 95 miliardi di euro - in gran parte derivanti dall'export - è una delle colonne portanti del made in Italy.

«Ben difficilmente - si legge in una nota - le 48mila assunzioni previste nei prossimi quattro anni all'interno del comparto moda allargato (comprensivo di accessori, occhiali, gioielli e concia) potranno essere coperte dai ragazzi che oggi frequentano gli Its e le scuole tecniche, professionali e di moda. La ragione è presto detta: il loro numero è fortemente insufficiente».

Preoccupa il dato quantitativo, ma una sfida decisiva si gioca anche sulla qualità dell'offerta formativa ed è per questo che Smi si è già attivato per creare sinergie con istituzioni e associazioni.

Sistema Moda Italia si è spinto più in là, coinvolgendo un campione di realtà industriali del tessile-abbigliamento, di dimensioni grandi, medie e piccole: sono state più di 300, in rappresentanza di circa 500 unità produttive sparse in tutta Italia e con oltre 44mila dipendenti, i player che hanno aderito al progetto, fornendo circa 250 risposte a una serie circostanziata di domande.

Sono emerse indicazioni sulle prospettive del prossimo triennio, l'eventuale attivazione di nuovi contratti di lavoro, le aree considerate di maggiore sviluppo, le modalità di selezione del personale e il grado di soddisfazione sulla preparazione dei neo assunti.

In particolare, è stato chiesto agli imprenditori di esprimersi a proposito dei profili professionali ritenuti più importanti allo stato attuale e nel prossimo futuro: ne sono emersi 37, di cui sei d'impronta manageriale, 22 tecnica e nove operativa, con un ulteriore approfondimento tramite un migliaio di schede compilate.

Basandosi su quattro aree professionali, questi sono i profili indicati: in ambito manageriale si cercano responsabili di produzione, del commerciale e del marketing, di stile e prodotto e dell'IT; in quello tecnico c'è bisogno di modellisti, disegnatori industriali (tessile e fashion), tecnici del controllo del prodotto finito e specialisti e-commerce; passando all'operatività, tra le figure chiave spiccano gli addetti alla produzione, nobilitazione e stampa del tessuto (finissaggio), alla tessitura e tintura tessile e i prototipisti.

Come hanno sottolineato i relatori all'incontro fiorentino (Marino Vago, presidente di Smi, Antonella Mansi, numero uno del Centro di Firenze per la Moda Italiana e Carlo Poledrini, alla guida di Fondirigenti), questa è la base da cui partire per iniziative ad ampio raggio, di cui faranno parte compagne di comunicazione rivolte a giovani e famiglie e una più stretta collaborazione tra scuole, aziende e istituzioni.

«La formazione del futuro deve riuscire a coniugare l'arte dei cosiddetti vecchi mestieri, elemento sostanziale del successo del made in Italy nel mondo, con l'evoluzione sempre più veloce dello scenario digitale», ha affermato Marino Vago, sottolineando anche che «gli specialisti di domani dovranno saper dare risposte a nuove richieste relative a prodotti e processi legati all’utilizzo di materie prime sostenibili e provenienti da fonti tracciate».

Antonella Mansi ha ricordato che il Centro di Firenze per la Moda Italiana ha coordinato e successivamente presieduto la Commissione Formazione del Tavolo Moda e Accessorio, avviata dal Ministero per lo Sviluppo Economico, organizzando a Firenze nel 2018 l'incontro internazionale Moda. L’Italia fa scuola e occupandosi della pubblicazione del White Book. Imparare la moda in Italia, edito da Marsilio.

«In un Paese manifatturiero come l'Italia - ha precisato l'imprenditrice - poter contare su un sistema formativo di eccellenza è un elemento strategico per la reputazione internazionale del sistema moda e per il potenziale di attrazione che esercita sui giovani talenti in tutto il mondo». 

«Fondirigenti è l'unico fondo interprofessionale a promuovere con continuità quelle che chiamiamo Iniziative Strategiche - ha concluso Carlo Poledrini - indirizzandole a tutti i settori industriali. Da questa importante ricerca traiamo conferme e stimoli per la nostra attività di sostegno alla formazione manageriale, necessaria per creare un ulteriore valore per le imprese».

 

 

a.b.
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