POCO REVENGE SPENDING SECONDO LO STUDIO DI OLIVER WYMAN

Il Covid-19 presenta il conto alla Cina: nella moda una contrazione di 60 miliardi nel 2020

Pochi acquisti da revenge spending in Cina. A sostenerlo è un sondaggio realizzato dalla società di consulenza Oliver Wyman, che ha scattato una foto del Dragone nel post lockdown.

Risultato: in base allo studio oltre il 75% dei consumatori cinesi ha ridotto o posticipato gli acquisti di abbigliamento e calzature, con una diminuzione della spesa del 45% nel primo trimestre.

Un rallentamento dello shopping che sfocerà in un conto molto salato per il più grande mercato mondiale dell'abbigliamento, quantificato in una contrazione di 60 miliardi di dollari nel 2020, pari al 15%, nonostante i consumi siano previsti in ripresa nella seconda metà dell'anno.

Tra gli effetti della pandemia anche una polarizzazione degli acquisti in base alla classe sociale, con consumatori a basso reddito (il 60%) che dichiarano di comprare meno - e soprattutto beni essenziali - e quelli ad alto reddito (il 54%) che dice di continuare a cercare prodotti di qualità e dagli standard elevati.

Comune denominatore resta però un pricing corretto: oltre il 70% della prima categoria e il 56% della seconda dice di preferire articoli con un buon rapporto qualità-prezzo.

«Sarà un anno turbolento, con cambiamenti strutturali e a lungo termine», ha affermato Imke Wouters, partner di Oliver Wyman, precisando che «nonostante la crisi del settore, stiamo assistendo a un'ulteriore crescita dell'e-commerce con una penetrazione accelerata in alcuni sotto-segmenti, come i clienti con un alto potenziale di spesa».

Come prevedibile, infatti, durante l'emergenza sanitaria l'online ha giocato un ruolo da protagonista e continuerà su questa strada, con una quota di mercato che potrebbe passare dal 34% del 2019 al 50% del 2020. Un canale che ha conquistato anche i clienti più facoltosi, legati in passato più ad acquisti brick-and-mortar, con il 64% delle spesa fatta sul web.

Il Coronavirus ha influenzato anche la classifica delle preferenze: in base all'indagine, l'abbigliamento sportivo ha mostrato una maggiore resilienza a livello offline rispetto al resto dell'abbigliamento e gli appassionati del genere hanno affermato di voler acquistare più prodotti sportivi nei prossimi uno o due anni.

a.t.
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