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White sempre più globale: special guest il georgiano Situationist. 189 le new entry

511 marchi, di cui 145 esteri, su una superficie di 20mila metri quadrati, (+11% rispetto a febbraio 2016): sono questi i numeri del prossimo White Milano, pronto ad animare le location di via Tortona 27,35 e 54 dal 25 al 27 febbraio. Un think tank ancora più internazionale, con 189 new entry. In passerella il brand georgiano Situationist (nella foto). Previsti 22 mila visitatori.

 

Una sala gremita, stamattina (13 febbraio) a Palazzo Reale, per la conferenza stampa di presentazione del prossimo appuntamento in zona Tortona, che ancora una volta sintetizza la collaborazione fattiva fra i vertici del salone, Comune di Milano e Camera Nazionale della Moda Italiana: «Da anni come Amministrazione - ha dichiarato l’Assessore alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo Economico, Moda e Design Cristina Tajani - siamo al fianco di White, convinti che non sia solo un luogo di esposizione e d’incontro per operatori e addetti ai lavori ma, soprattutto, un grande laboratorio creativo, impegnato nella costante ricerca di nuovi talenti e linguaggi espressivi». «Un appuntamento che testimonia la sinergia fra gli operatori del settore moda e i player istituzionali - ha ribadito - soprattutto in vista del prossimo settembre, quando ci sarà la concentrazione di manifestazioni espositive intorno alla fashion week».

 

Un'edizione ancora più globale, la prossima, frutto di uno scouting che ha interessato sempre più Paesi, dalla Cina al Kazakistan, passando per il Belgio e il Portogallo. Un contesto dal respiro internazionale in cui spicca la sfilata di Situationist, brand georgiano nato nel 2015 e firmato dal designer Irakli Rusadze, per la prima volta a Milano, che salirà in passerella venerdì 24 febbraio alla Sala delle Cavallerizze, presso il Museo della Scienza e della Tecnologia, oltre a essere in vetrina al T35, con un allestimento dedicato.

 

«White si presenta con un brand mix di 511 marchi: un numero che fa impressione se pensiamo che siamo partiti con 19 - ha osservato Massimiliano Bizzi, fondatore di White -. Di questi 189 sono new entry, con un turnover, voluto, del 30%, a dimostrazione che White è un salone capace di rinnovarsi». «Ricordiamo - ha aggiunto - che la formula espositiva, fortemente buyer-oriented, ha generato un importante incremento di nuove domande per l'ingresso alla rassegna, con più di 350 richieste, a sottolineare quanto fermento ci sia oggi a Milano, soprattutto nel settore contemporary».

 

White punta ad abbattere i confini ma è anche attento a valorizzare il bello e il ben fatto, espressione dell'artigianato made in Italy, e rinnova l'appuntamento con It's Time to Contemporary Artisan, che vede la manifestazione e Confartigianato Imprese insieme sotto il segno di Miac (Moda Italiana Artigiani Contemporary): un progetto creato per individuare le migliori collezioni di moda handmade da lanciare sui mercati internazionali, che nell'edizione alle porte si sviluppa ulteriormente, con un nuovo percorso narrativo che coinvolge tre aree espositive.

 

Tra gli appuntamenti fissi di White ricordiamo anche il Ramponi Award, giunto alla sua quinta edizione. Il premio voluto da Alfredo Ramponi, ceo di Ramponi Stones and Strass, incorona questa volta la designer francese Laura Bihl, fondatrice nel 2013 del marchio Sainte Courtisane.

 

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