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Pelletteria: 2016 con fatturato -2%. Tiene l’export, riparte la Russia

Una flessione del 2% ha caratterizzato il fatturato della pelletteria italiana nel 2016, che (stando ai dati di pre-consuntivo gennaio-ottobre) si attesta a poco più di 7 miliardi di euro, con le esportazioni sui medesimi valori dell’anno precedente, ossia 5,4 miliardi di euro.

 

«Nel corso dell’anno da poco conclusosi si sono consolidate soprattutto le difficoltà nel segmento del lusso, che già avevano connotato i primi mesi del 2016», nota il report di Aimpes, diffuso in occasione della conferenza stampa di Mipel.

 

Terminata, almeno temporaneamente, la fase di forte crescita dalla domanda di prodotti top di gamma, le previsioni sono orientate nel medio periodo a incrementi a tassi medi più moderati, fra il 2 e il 3%, con il mercato cinese, in prospettiva, a essere quello più ricettivo.

 

Le esportazioni di pelletteria italiana mettono a segno un +0,9%, con un sostanziale stallo del fatturato relativo agli articoli in pelle (+0,15%), per un valore di 4,2 miliardi di euro, e un andamento più positivo per quelli in sintetico (+3,6%), a quota 1,2 miliardi.

 

Tutte le tipologie di prodotto mostrano contrazioni alla voce export, a eccezione delle borse, che tuttavia evidenziano un trend di crescita decisamente debole: +0,2%.

 

I mercati internazionali hanno mostrato nel 2016 un andamento contrastante, contrassegnato in molti casi da una buona progressione nei volumi, a cui hanno corrisposto però una flessione o un rallentamento nei valori.

 

È il caso degli Usa che, se negli ultimi anni avevano sostenuto la domanda di pelletteria di lusso o di fascia alta, ora vedono una crescita dei volumi di vendita (+4,4%) ma anche una riduzione del loro valore (-7%).

 

Stesso discorso per Emirati Arabi (+18% in volume e fatturato in ripiegamento), Cina (dinamica espansiva dei volumi, ma -9% del giro d’affari), e Francia (aumento delle quantità, -5% nel valore).

 

La Germania si conferma un mercato solido per il settore, con una dinamica di crescita del fatturato contenuta ma continua (+1,2%), cui corrisponde, in questo caso, una lieve contrazione dei volumi. In Europa si rivela in forte sviluppo la Polonia: +20% l’incremento delle quantità esportate, +10,8% l’ascesa del fatturato generato dall’export di pelletteria verso questo Paese.

 

L’effetto Brexit penalizza le esportazioni verso il Regno Unito: -4,5% il fatturato, con le quantità che si contraggono del 26%.

 

Nel 2016 corre invece il Giappone (+15,4 in valore e +5,7% in volume). Bene anche Hong Kong (+8,2% in valore, +6% in volume) e la Corea del Sud (+3,6% in valore).

 

Nel corso dell’anno è ripartita, dopo una lunga crisi, la Russia con segnali netti: +15% nel fatturato e +17,5% nelle quantità. A ciò bisogna aggiungere una nota positiva anche sui consumi italiani di pelletteria, tornati a crescere, dopo anni di arretramenti, dell’1,1% in quantità e in misura minore nella spesa (+0,2%).

 

 

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