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Nel 2025 il 40% degli acquisti di lusso sarà in mano ai Millennials

In un momento in cui il settore del lusso è entrato in una fase "new normal", caratterizzata da un rallentamento della crescita, fare presa sui Millennials è fondamentale: secondo le stime di Bain & Company e Farfetch, entro il 2025 saranno loro a detenere il 40% del mercato dei beni luxury, non necessariamente da comprare solo online. Una percentuale che sale al 45% se si considera anche la "Z generation", composta dai nati dal 1995 al 2010.

 

Lo studio evidenzia come nel 2016 siano state le generazioni con qualche anno in più a imporsi nelle spese in prodotti di target alto, con un 73% degli acquisti. Ma la situazione sta rapidamente cambiando e i marchi non possono non tenerne conto.

 

Tre le parole d'ordine dei Millennials: uneasiness (letteralmente: irrequietezza), ossia la continua interazione digitale con i coetanei, anche quando si deve decidere cosa comprare; urgency, ovvero la tendenza a volere tutto e subito; e uniqueness, sinonimo di aspettative elevate verso i brand, che devono rispecchiare precisi valori e passioni.

 

Bain & Company e Farfetch fanno notare come il 14% dei consumatori di età compresa tra i 18 e i 24 anni completi il proprio primo acquisto di lusso online. Un altro dato significativo è che il traffico digitale dei luxury brand sui siti Internet è doppio rispetto alle visite nei negozi fisici.

 

In generale, quando si compra un articolo di alta gamma nel 70% dei casi si è influenzati dalle interazioni condotte in Rete.

 

Altri dati interessanti emergono dall'analisi: per esempio, che entro il 2025 - anno in cui i Millennials arriveranno a detenere il 40% del mercato dei beni di lusso - il web e gli store monomarca diventeranno i due canali più importanti nelle vendite del lusso, con il 25% ciascuno.

 

Va precisato che il valore delle boutique fisiche resterà comunque forte, in un contesto dominato da un'esperienza d'acquisto seamless, all'insegna dell'omnicanalità.

 

Bain & Company ritiene che nel 2025 la percentuale di acquisti finalizzati in location reali sarà ancora molto alta, intorno al 75% (nell'immagine, la sfilata di Dolce&Gabbana lo scorso febbraio).

 

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