previsioni

Womenswear: si torna a crescere dopo anni duri

L’industria italiana della moda femminile, comprensiva di vestiario esterno, maglieria, camiceria e abbigliamento in pelle, dovrebbe archiviare il 2017 con un fatturato superiore ai 13 miliardi di euro, in rialzo del 2,7%, contribuendo per il 25% circa al giro d’affari complessivo del tessile-moda.

 

I dati di preconsuntivo 2017, elaborati dal Centro studi di Confindustria Moda, e aggiornati al 30 ottobre, sono stati resi noti oggi, 14 febbraio, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’11esima edizione di Super, rassegna di accessori e prêt-à-porter, in programma al The Mall in Porta Nuova Varesine dal 24 al 26 febbraio.

 

«In generale assistiamo a uno scenario positivo. Per la prima volta dopo anni difficili si torna a crescere,  l’export è il vero motore di queste ultime stagioni» commenta Raffaello Napoleone, a.d. di Pitti Immagine, ente organizzatore del salone milanese.

 

La locomotiva delle vendite oltrefrontiera ha infatti viaggiato a ritmo sostenuto per tutto l’anno, superando in valore gli 8,2 miliardi di euro, con una progressione del 4,1%. 

 

La Francia rimane il primo mercato di destinazione, con una quota dell’ 11,4% sul totale, ma la Cina, che ha ripreso la sua marcia, potrebbe rubarle la posizione.

 

Sì, perché, avverte Napoleone, «sommando l’export che l’Italia fa verso Hong Kong (rappresenta il 7% del totale, ndr.) a quello verso il mainland (3,3% ndr.) arriviamo grosso modo ai dati della Francia.

Se le previsioni continueranno a essere confermate, la Cina potrebbe diventare il nostro mercato di riferimento per i prossimi anni».

 

Altro dato interessante, la Russia torna a dare segnali positivi; dopo aver perso 30 punti percentuali nel 2015, con recupero progressivo nel 2016, tra gennaio e ottobre 2017 fa rilevare un incremento del  9%, per un totale di 430 milioni.

 

Anche l’import rialza la testa, facendo registrare un incremento dell’1,1%, dopo anni di calo dovuto al fenomeno del reshoring.

 

Il saldo commerciale si attesta sui 3,9 miliardi, ma la nota dolente restano i consumi interni, in caduta del 2,1% a 9,9 miliardi di euro.

 

In questo contesto le catene, che detengono attualmente il 44,6% del mercato, hanno rilevato nella stagione autunno-inverno 2016/2017 un decremento del 5,2%; il dettaglio indipendente, che intermedia il 21,1% delle vendite, perde il 15,5%. In flessione anche gli outlet (-12,3%), mentre salgono gdo (+10,9) e, in gran corsa, il canale online, +26,6% (nella foto, buyer orientali a Super).

 

 

stats