Previsti incentivi economici per i prodotti più sostenibili

La moda green non sarà più un optional: la UE punta a rendere obbligatori alcuni requisiti eco

Più indumenti di qualità e che durano nel tempo e meno fast fashion. Tessuti con un maggior tenore di fibre riciclate, riparabili in modo economico e con incenerimento e conferimento in discarica ridotti al minimo. Sono questi solo alcuni degli orientamenti della Commissione europea sui prodotti tessili, contenuti nel nuovo pacchetto economia circolare presentato a Bruxelles.

Nel pacchetto - come si legge sulle agenzie di stampa - sono previste anche nuove regole per i prodotti sostenibili, inclusi i materiali da costruzione. Lo scopo è ridurre l'impatto ambientale e la dipendenza dell'Ue dalle materie prime importate, un tema oggi più che mai attuale. 

La Comunicazione per prodotti tessili sostenibili e circolari anticipa norme che renderanno obbligatori alcuni requisiti per l'industria Ue. La Commissione sta considerando nuovi requisiti di progettazione, come livelli minimi obbligatori di utilizzo di fibre riciclate, il divieto di distruzione dei prodotti invenduti, un passaporto digitale del prodotto, basato su requisiti informativi obbligatori sulla circolarità e altri aspetti ambientali chiave. Non ultime, azioni per affrontare il rilascio involontario di microplastiche dai tessuti, con misure come il prelavaggio negli impianti di produzione industriale. 

In arrivo ci sarebbero anche incentivi economici per rendere i prodotti più sostenibili ("eco-modulazione delle tariffe"), nell'ambito della revisione della Direttiva quadro sui rifiuti nel 2023. Le nuove norme, indica il documento messo a punto dalla commissione europea sui prodotti tessili, potranno essere applicate in un percorso di "transizione per l'ecosistema tessile", in modo da stabilire la strada da seguire e definire passi concreti per affermare i principi dell'economia circolare nel settore.

La produzione del tessile e abbigliamento a livello globale è quasi raddoppiata tra il 2000 e il 2015 e il consumo di vestiti e calzature dovrebbe aumentare del 63% da qui al 2030: è un comparto che ha un impatto ambientale molto rilevante, il terzo in assoluto per consumo di acqua e suolo e il quinto per utilizzo di materie prime ed emissioni di gas serra.

A proposito della green revolution nel tessile e abbigliamento si è espresso anche Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo del Green Deal europeo che, dal suo account Twitter, esorta a frenare la “moda veloce”, in grado di gettare tra i rifiuti tonnellate di materiale tessile: «Ogni secondo - ammonisce Timmermans - un container di tessili finisce nei rifiuti».

Nella foto, la Venere degli Stracci di Michelangelo Pistoletto

an.bi.
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