Previsto un fatturato fra 290-310 milioni

Fiera Milano verso la “nuova normalità” con il Piano Connect 2025: investimenti per 115-125 milioni

Si chiama Conn.e.ct 2025 (Connections, Exhibitions, Community, Transformation) il Piano Strategico 2021-2025 approvato dal cda di Fiera Milano, che ha l’obiettivo di traghettare la società da una fase ancora condizionata dall’evoluzione della pandemia a una di “nuova normalità”, confermando e rafforzando il suo ruolo come partner strategico a fianco delle imprese nei loro processi di innovazione, crescita e internazionalizzazione.

Quattro le direttrici di sviluppo: un’offerta complementare e sinergica di servizi tradizionali e digitali, in grado di arricchire la customer journey di espositori e visitatori attraverso un’esperienza phygital; il rafforzamento del portafoglio delle manifestazioni direttamente organizzate, ampliandone il respiro internazionale e lanciando nuovi eventi in settori resilienti e legati a promettenti macro-trend; lo sfruttamento del potenziale del quartiere fieristico di Rho, con l'attrazione di nuovi manifestazioni ed eventi; il consolidamento della leadership del business congressuale, facendo leva soprattutto sulla qualità del Milano Convention Centre- MiCo.

«Passiamo da un modello di business che si basava principalmente sugli eventi fisici a un modello ibrido, nel quale i servizi fisici saranno affiancati e arricchiti da innovativi servizi digitali, che miglioreranno la customer experience», afferma l’a.d. Luca Palermo.

L’obiettivo dal punto di vista dei target economico-finanziari, come si legge in una nota, è di raggiungere a fine piano una cifra compresa fra 290 e 310 milioni di euro di fatturato e un ebitda fra 110 e 120 milionidi euro, superiori ai livelli del 2019, nonostante una contrazione degli spazi espositivi (-12%) rispetto al 2019.

In questo lasso di tempo sono programmati investimenti per 115-125 milioni di euro, di cui 90-100 milioni preventivati dalla Fondazione Fiera Milano, volti a migliorare l'attrattività e la sicurezza dei quartieri fieristico e congressuale.

«Siamo pronti ad affrontare le sfide e a cogliere le opportunità che si presenteranno nel prossimo futuro», afferma il presidente Carlo Bonomi -. Il ruolo di Fiera Milano resta quello di generare valore per le imprese, per l’occupazione e per il territorio. In questa fase di cambiamento abbiamo continuato a lavorare in stretta sinergia con tutti gli organizzatori che ci hanno confermato la determinazione di voler ripartire con maggior vigore. Fiera Milano è quindi pronta a sostenere l’intero settore, che si conferma sempre più strategico per la competitività e l’internazionalizzazione delle imprese».

Secondo le stime, il sistema congressuale dovrebbe raggiungere i livelli pre-Covid nel 2022-2023. Nel 2020, in base ai risultati preliminari, Fiera Milano ha chiuso l’annus horribilis della pandemia con ricavi pari a 74 milioni di euro, ebitda di 10,4 milioni di euro e indebitamento finanziario netto di 24 milioni di euro, che confermano un andamento della gestione fortemente condizionato dallo stand-by delle manifestazioni causa Covid.

Per il 2021 vengono presi in considerazione due scenari, in base all’incertezza legata alla situazione epidemiologica: nel caso della ripartenza delle rassegne fieristiche, Fiera Milano stima un fatturato annuo nell’ordine di 180-200 milioni di euro, un ebitda in un range di 40 e 50 milioni di euro e una posizione finanziaria netta compresa fra 5 e -5 milioni di euro.

Nel caso invece di una ripresa delle attività a partire da settembre 2021, a causa del prolungamento dell’emergenza sanitaria, si registrerebbe un impatto negativo in termini di margini e di indebitamento finanziario netto stimabile in circa 5 milioni di euro.

a.t.
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