Primi dati dal National Bureau of Statistics

Cina: calo oltre le attese per vendite al dettaglio e produzione di avvio 2020

I provvedimenti draconiani del Governo cinese per contrastare il diffondersi dell’epidemia da coronavirus si fanno sentire sull’attività economica del Grande Paese. Nei primi due mesi del 2020 - in genere rilevanti, per via del Capodanno, che quest’anno cadeva il 25 gennaio – le vendite al dettaglio hanno accusato un -20,5%, contro il -4% atteso dagli analisti e dopo il +8% di dicembre.

In base a quanto riferito dal National Bureau of Statistics, fra gennaio e febbraio la produzione industriale ha invece subito un calo del 13,5%, dal -3% previsto e dopo il +6,9% di dicembre, e del +5,7% di tutto il 2019. Si tratta del primo segno meno in 30 anni di rilevazioni.

Stando a quanto riportano le agenzie, le vendite online di beni fisici sono aumentate del 3% fino a 1.100 miliardi di yuan, che corrispondono al 21,5% del sell out al dettaglio complessivo dei primi due mesi del 2020. Le vendite online totali hanno registrato una contrazione del 3%.

Per garantire sufficiente liquidità al mercato, la Banca Centrale di Pechino ha iniettato 100 miliardi di yuan nel sistema (circa 14,4 miliardi di dollari) tramite prestiti a medio termine.

Inoltre venerdì scorso ha annunciato un taglio della quantità di denaro che gli istituti di credito devono tenere a riserva, per sostenere il sistema finanziario. Scenderà all’1%, con una diminuzione di 0,5 punti percentuali, così potranno essere liberati 550 miliardi di yuan nel sistema (nella foto, il megaga flagship Vuitton presso il China World Shopping Mall di Pechino).
e.f.
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